Poi basta, giurin giurella!!!
Dunque, lunedì la scuola ha consegnato agli alunni le credenziali per l'accesso al registro elettronico, cosa che ho provato a fare cinque minuti dopo essere arrivati a casa ;-)
A parte l'aspetto molto "faigo" del sito, con molteplici menu per l'esplorazione della vita scolastica dei ragazzi nelle sue pieghe più minute (programmi, compiti, assenze, ritardi, provvedimenti disciplinari...), la cosa che più mi ha colpita riguarda l'analisi dei voti.
Non solo la pagina riporta tutti i voti presi nelle varie verifiche (cosa ovvia...), ma viene automaticamente calcolata anche la media fra le diverse verifiche (e va bene...), vengono inoltre riportati i voti minimo e massimo presi in classe per ogni verifica (senza i nomi, ovviamente) e viene calcolato il voto medio della classe (cosa che in Italia provocherebbe sollevazioni popolari che manco la nazionale ai mondiali) cosa che consente al sistema di segnalare con un codice-colore di immediata comprensione se il voto riportato dal fanciullo di nostra competenza è SOPRA la media della classe (verde) o SOTTO la media della classe (ROSSO). Così si può ragionare sul fatto, ad esempio, che la nostra bambina, pur prendendo sempre voti ampiamente sufficienti in francese, ha in realtà un rendimento sotto la media, ha perciò discreti margini di miglioramento.
Un paio di anni fa ebbi l'ardire di considerare che un 10 in italiano vale 10 se nella classe sono presenti voti diversi ma se tutti prendono sempre 10 allora non significa niente. Ebbi inoltre l'ardire di chiedere di conoscere il voto medio preso nella classe classe almeno nelle verifiche più significative ma sono stata definita una persona troppo competitiva, per non dire curiosa.
Non so se sono competitiva, però so che un sistema di questo genere consente ai genitori di sapere esattamente come va a scuola un ragazzino, nel più scrupoloso anonimato. Inoltre può stimolare un sano spirito di emulazione del gruppo-classe: se tizio è più bravo di me me ne frego, tizio è un asociale antipatico e senza amici, se invece è tutta la classe migliore di me allora magari brucia un po' e mi impegno di più...
Miei cari (TRE) lettori, cosa ne pensate?
La prossima volta vi racconterò degli orti di Strasbourg, promesso ;-)
La società che non viene illuminata dai pensatori, finisce ingannata dai ciarlatani - de Condorcet
12 novembre 2014
31 ottobre 2014
Sul valore delle persone
...e se in definitiva ognuno ottiene ciò per cui lavora e se quello che non abbiamo ottenuto è rimasto un sogno nel cassetto per nostra evidente incapacità (e non per l'altrui cattiveria né per uno scherzo brutto del destino) allora tutto ciò che ci resta da fare è un po' di sana autocritica e, al limite, rassegnarci.
L'inferno, dice qualcuno, è una vita andata male
17 ottobre 2014
PS
1.bis) Chi, per assenze di prof o per questioni di orario, non ha lezione all'inizio o alla fine della giornata può uscire dalla scuola o entrare dopo. Il che significa che la domanda: "A che ora entri/esci domani?" non è una curiosità banale ma implica un "pesante" lavoro di organizzazione familiare.
Fermo restando che la scuola è aperta e che anche chi non ha lezione può "soggiornare" in salle de perm. Oggi Tommy è entrato alle 10:20 e finisce alle 15:55 Mati invece ha cominciato alle 8:15 e finisce alle 15:05
2.bis) La "classe" come la intendiamo noi non esiste, o meglio non esattamente. Oltre alla classe di sezione (non so come definirla), con la quale seguono le lezioni standard, ogni allievo ha la classe di LV1, solitamente inglese o tedesco, la classe di religione (cattolica, protestante o ebraica), la classe di insegnamento bilingue (nel nostro caso italiano) e la classe di FLE (francese per stranieri). Più avanti avranno la classe di LV2 eccetera... Ne consegue una migrazione e un rimescolamento di compagni di classe al cambio dell'ora, simile alle nostre università.
Mi verrà in mente altro? Chi può dirlo...
Bisous
Flo
Fermo restando che la scuola è aperta e che anche chi non ha lezione può "soggiornare" in salle de perm. Oggi Tommy è entrato alle 10:20 e finisce alle 15:55 Mati invece ha cominciato alle 8:15 e finisce alle 15:05
2.bis) La "classe" come la intendiamo noi non esiste, o meglio non esattamente. Oltre alla classe di sezione (non so come definirla), con la quale seguono le lezioni standard, ogni allievo ha la classe di LV1, solitamente inglese o tedesco, la classe di religione (cattolica, protestante o ebraica), la classe di insegnamento bilingue (nel nostro caso italiano) e la classe di FLE (francese per stranieri). Più avanti avranno la classe di LV2 eccetera... Ne consegue una migrazione e un rimescolamento di compagni di classe al cambio dell'ora, simile alle nostre università.
Mi verrà in mente altro? Chi può dirlo...
Bisous
Flo
15 ottobre 2014
Mi si consenta un piccolo confronto
Lo so, lo so: non si fanno paragoni ma io, che sono discola, lo faccio lo stesso!
Dopo 7 settimane di scuola in Francia, mi sono fatta una prima idea delle differenze fra il nostro sistema e quello della République, perciò vi diletterò con le mie riflessioni, yeah!
1) La prima differenza che salta agli occhi riguarda l'orario.
Qui la scuola e aperta dalle 8 della mattina fino alle 18:00. Questo ovviamente risolve un sacco di problemi alle famiglie con entrambe i genitori che lavorano e rende il lavoro femminile una realtà ben diversa dalla nostra.
2) Scuola aperta non significa solo lezione!
Esistono diverse associazioni, facoltative e a pagamento, che consentono agli studenti di impegnare le ore libere in attività di varia natura, essenzialmente sportive o culturali. L'associazione sportiva del nostro collège organizza corsi di arrampicata, arti circensi, badminton, ping pong, calcetto e step per un totale di 12 ore alla settimana. L'iscrizione all'associazione ha un costo annuo assolutamente irrisorio (12,00 € un figlio, 20,00 € due figli) e dà accesso a tutte le attività, anche a rotazione. L'iscrizione al Foyer (stesse cifre) invece consente di partecipare a laboratori di teatro, strumento, coro, e via discorrendo. Cade così la necessità di accedere a corsi esterni alla scuola per seguire le inclinazioni dei singoli ragazzi: vantaggio in termini di tempo e di costi.
3) Ecco, parliamo un po' di costi...
La "scuola media gratuita" da noi significa che non si paga una retta d'iscrizione ma tutto il resto è a pagamento. Qui significa che non si pagano neppure i libri: noi quest'anno abbiamo dovuto comprare SOLO un eserciziario di inglese e uno di Tecnica a circa 7€ cadaun libro!
4) Altri vantaggi???
Mah, temo che qui finiscano i vantaggi della scuola francese rispetto all'italiana. Orario lungo significa pochissimo tempo per fare i compiti e questo significa che i prof non ne assegnano: il lavoro di studio personale è davvero ridotto al minimo... sarà uno svantaggio? Per com'è impostata la scuola italiana, direi proprio di sì, qui non saprei. Certo che l'abitudine allo studio e alla riflessione personale dei miei due, li porta ad ottenere risultati eccellenti, pur avendo oggettive limitazioni a causa della lingua. Quindi apparentemente il metodo di studio italiano offre vantaggi anche qui.
5) E i prof malati?
Ecco, non esiste la nobile istituzione delle supplenze: manca il prof, salta la lezione e se salta la lezione, l'ora è persa, non si recupera più. Mi pare di aver capito che mandano un supplente solo se è prevista un'assenza di oltre 2 settimane. Niente supplenza = salle de perm: cioè i ragazzi vanno in un'aula chiamata Salle de permanence nella quale possono fare i compiti o leggere in silenzio, sorvegliati da un responsabile che NON è un prof.
6) Tante ore a scuola = tante ore di lezione
Non proprio: ho calcolato le ore di lezione vere e proprie e, escludendo le ore di francese per stranieri che i miei fanno ma che non sono ovviamente curriculari, fanno più o meno le stesse lezioni che fanno in Italia, solo distribuite diversamente. L'unica grande differenza è costituita della ore di ginnastica: qui sono 4 alla settimana.
7) I contenuti, tasto dolente...
Ecco, questa è la critica più dura. Per ora è solo un'impressione ma temo che, in termini di contenuti, di formalizzazione delle conoscenze e di studio teorico qui siamo ad anni luce dalla nostra tanto bistrattata scuola pubblica. Io ho studiato in Italia e probabilmente faccio fatica ad apprezzare un approccio così diverso, ma mi sembra che qui si dia molta importanza al "saper fare qualcosa" ma nessuna al "sapere perchè quella cosa si fa così". In Italia la domanda più frequente è "perchè?" in tutte le materie: non solo in matematica, domanda ovvia, ma anche in storia per esempio, o in grammatica. Sviluppa senso critico, obbliga ad andare a fondo, a ragionare e a parlare. Qui non mi sembra che si dia al "perchè" la stessa importanze.
8) L'orale
L'orale, questo sconosciuto: qualche domandina qua e là, molti test scritti a crocette, mai una prova a risposta aperta. L'unica insegnante che interroga secondo lo stile italiano è la prof di italiano, ovviamente vista come la perfida e tremendissima Mme Casazza che anzichè chiedere "in che anno Carlo Magno si è fatto incoronare imperatore" chiede "parlami di Carlo Magno", mettndo in grosse difficoltà gli allievi scolarizzati in Francia.
Mi accorgo di aver scritto un romanzo, ho abusato della pazienza di chi, pazientemente, mi segue, perciò mi fermo qui.
Bisous
Flo
07 ottobre 2014
Nessun commento sensato
http://27esimaora.corriere.it/articolo/il-suicidio-di-rubina-sposa-a-dodici-anni/
Mia figlia ha 11 anni, non riesco a pensare ad altro...
Mia figlia ha 11 anni, non riesco a pensare ad altro...
02 ottobre 2014
Tanto di nuovo...
La mia pianificazione è stata esemplare e ferrea:
1 - Luglio e Agosto: esplorazione dei dintorni
2 - Settembre: inserimento nani a scuola e organizzazione delle loro giornate
3 - Ottobre: pianificazione delle mie giornate
Avendo completato nei tempi prestabiliti le fasi 1 e 2, negli ultimi giorni mi sono dedicata alla fase 3... ragazzi che pacchia!!!
Avendo 9 mesi di lunghissime giornate tutte per me (mai successo in tutta la mia vita!) ho deciso che mi concedo:
1 - un corso di yoga (ma questo l'ho già detto)
2 - un corso di acquerello. Mentre lo yoga è per me un'assoluta novità, l'acquerello mi incuriosisce da anni ma NON ho mai preso in mano un pennello, direi che è giunta l'ora ;-)
3 - un corso di "connaissance de strasbourg" organizzato dall'université populaire
poi vorrei aggiungere
4 - un corso di conversazione: è più facile parlare italiano che francese a Strasbourg!!!
ma vedremo... non vorrei che fosse troppo ihihihih
Baci
Flo
30 settembre 2014
Qualcosa di nuovo
No, non devo sposarmi! Mi riferisco all'idea secondo la quale ogni tanto qualcosa di nuovo può dare una scossa alla nostra vita, come lo yoga per me: nuova e finora assolutamente impensabile.
Anni fa la mia amica MT mi propose di iscrivermi con lei ad un corso, credo di averla guardata come si guarda un'aliena... io seduta a gambe incrociare a mugugnare ooohmmmmm... e quando mai?!?!?!
Be', ci sono andata, mi sono seduta a gambe incrociate e ho mormorato Ooohmmmm per ben tre volte, ho seguito diligentemente le istruzioni dell'insegnante, una ragazza carina dalla voce dolce.
Mi sono allungata, ho ascoltato il mio respiro e il mio cuore, ho contratto cosce e addominali e mi sono allungata, e poi ancora allungata e di nuovo allungata... e ho chiuso gli occhi in sincronia con altre trenta persone che ciudevano gli occhi con me e ascoltavano ciascuno il proprio respiro...
Non è stato noioso, nonostante la lentezza e il silenzio, è stata una bella esperienza.
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