19 luglio 2023

Senza titolo

La mia amica ha subito un lutto e questo, chissà perché più di altri, mi induce pensare a quando toccherà a me.

Mio padre, pericolosamente vicino ai novanta, si rammarica di non essere più un giovanotto (e il vocabolo lo conferma: chi, se non un quasi-novantenne, usa più definirsi "giovanotto"?), sopporta i suoi comprensibilissimi acciacchi molto meglio di quanto voglia farci credere, vorrebbe che fossimo tutti attorno a lui ad ascoltare le sue eterne lamentele: e faccio fatica a camminare, e non digerisco più niente, e dormo male, e devo controllare i reni e l'aneurisma e il cuore e intanto va a tagliare l'erba in giardino o insiste per venire a prendermi all'aeroporto perché non può tollerare una evitabile ulteriore ora di attesa.

Mia mamma invecchia rapidamente, dimagrisce a vista d'occhio, fa fatica a camminare per un problema al ginocchio che ha trascurato per anni e che adesso le presenta il conto, non si è mai ripresa completamente da un banale intervento di cataratta che le ha lasciato strascichi che rendono faticosa la lettura; pezzi di vita, per ora non importanti, volano via con la sua memoria ormai indebolita. Sente la mia mancanza e io, che quando torno a casa vorrei rivedere mia madre e invece trovo una persona fragile, quando sono con lei non riesco a essere né a renderla serena. Vorrei "aggiustarla", ma non si può e non mi rassegno.

E intanto non ho parole per dire alla mia amica quanto io senta la sua perdita perché non so come sia questa perdita, non so cosa si provi a vedere spegnersi chi ci ha donato la vita, chi ci ha accompagnato per decenni con quotidiana sollecitudine, apprensione qualche volta, indefettibile amore. 

 

 

18 luglio 2023

A posteriori



("bosco" cresciuto in una fuga della pavimentazione del viottolo di casa)

Riflettevo su una cosa detta e stra-detta, su quanto ci si senta piccoli considerando l'infinità dell'universo, su quanto breve ci appaia la nostra esistenza quando vengono scoperte galassie che distano milioni e milioni di anni luce (ho googolato: Hd1 dista 13,5 miliardi di anni luce! Cos'era la terra 13,5 miliardi di anni fa?) e su quanto tutto questo debba farci percepire l'irrilevanza della nostra esistenza.

E invece no, tutto questo mi fa percepire quanto è grande la nostra curiosità, quanto siamo bravi a indagare e capire e scoprire cose infinitamente piccole (sono stati fotografati singoli atomi!!!) o infinitamente grandi e lontane. 

È stato invece il covid a farmi percepire, alquanto violentemente devo dire, l'irrilevanza della nostra esistenza, e banalmente durante una passeggiata in giardino in occasione del primo lockdown. Io che non potevo superare il confine fra il vialetto di casa e la pubblica strada mentre tutti gli animali sì: bombi e calabroni, farfalle, falchetti e piccioni, le volpi i gatti e qualche cagnolino dal guinzaglio lento, i bruchi e le formiche, le rane a caccia di moscerini e gli aironi a caccia di rane, un paio di libellule. Noi chiusi ad ascoltare notizie, increduli e incerti e preoccupati e tutti gli altri esseri viventi totalmente inconsapevoli della nuova peste, indifferenti e immuni. 

In giardino, seduta sul tappetino da yoga, guardavo brulicante la vita di minuscole creature...

12 luglio 2023

La banalizzazione del problema - Parte IV e qui mi fermo...

 ... perché 'sta roba è uno schifo nauseabondo e è sconfortante pensare che le ragazze debbano vivere e vedere e sentire questo livello di porcate, è angosciante che io debba insegnare a mia figlia a essere prudente perché gli uomini ritengono che non sia loro dovere tenere le mani a posto

10 luglio 2023

La banalizzazione del problema - Parte III

Mi domando quanti ceffoni abbia preso il giovane La Russa da suo padre 🤔

Guilty



(immagine presa qui)

I miei invecchiano e io non sono con loro, mi sento in colpa

C'era il COVID e non sono arrivata in tempo al funerale di mio padre, mi sento in colpa

Vado a trovar la famiglia in Italia e lascio mio marito da solo e non è proprio un bellissimo momento, mi sento in colpa

Mio figlio non ha condiviso le nostre scelte di vita, mi sento in colpa

Mia figlia fa sport con la mamma della sua amica e non con me, mi sento in colpa

La mia amica subisce un lutto grave e io non ci sono, mi sento in colpa

Mio nipote si sposa e io non riesco a partecipare, mi sento in colpa

Mio fratello lavora troppo e non ama il suo lavoro, mi sento in colpa

Mia sorella mi dice che non capisco cosa significa "gestire mamma da sola", mi sento in colpa

Non lavoro, mi sento in colpa

Studio per ricominciare a lavorare e questo comporta un drammatico aumento del carico di lavoro domestico per la mia famiglia, mi sento in colpa

La mia famiglia è dispersa in tre Paesi diversi e io non riesco a tenere le fila di tutto, mi sento in colpa

Mi ammalo e non lo dico ai miei per non farli preoccupare, mi sento in colpa

Mi ammalo e lo dico ai miei perché capiscano perché non posso andare da loro, e ancora mi sento in colpa

Non vado in vacanza dai miei, mi sento in colpa

Stasera non telefono a mia mamma, mi sento in colpa 

Mamma si è rotta il femore e mia sorella (che abita al piano di sopra) l'ha trovata a terra 3 ore dopo la caduta, mi sento in colpa

Parlo inglese con accento italiano e i miei figli si vergognano di me, mi sento in colpa

...

(Brani di mille conversazioni con expat come me, quelle che "fortunata te che vivi all'estero...")