martedì 10 settembre 2019

NHS vs SSN

Ho male a una spalla, da mesi.
Il 29 di aprile (ho controllato or ora sul calendario) mi sono sottoposta a un'ecografia, poi... più nulla.
La filosofia quassù è che l'ospedale spedisce al medico di base gli esiti e lui decide se sia il caso di rivedere il paziente oppure no. L'idea di fondo, suppongo, è che, se un esame è negativo, significa che il paziente è sano. Con buona pace dei suoi dolori.
Ho male a una spalla da mesi, dicevo, ma non sto morendo e, muovendomi con cautela, sono riuscita  a evitare dolori e doloretti quel tanto che basta per lasciare passare le vacanze.
Ma.
Ma oggi pomeriggio l'ospedale ha chiamato il Peppe (unico cellulare inglese della famiglia -mi sa che dovremo porre mano a questo aspetto) dicendogli che domani pomeriggio alle due e mezza ho una visita specialistica. Accetto? Ovvio che sì, però...
Riflettiamo.
Non si fanno vivi per 4 mesi e mezzo, non mi mandano impegnative (mi presento senza un pezzo di carta? In Italia sarebbe pura follia e, temo, anche qui...) e chiamano con meno di 24 ore di preavviso.
Sono allibita, vi racconterò.


lunedì 9 settembre 2019

Piccole gesti d'altri tempi

Le corse in autobus costano una fucilata e i mezzi non sono poi questi esempi di pulizia e modernità, ma i passeggeri, quando salgono, salutano l'autista e, quando scendono, ringaziano e augurano buona giornata.
Piccoli gesti di gentilezza e buona educazione.

mercoledì 4 settembre 2019

Results Day

Di quel giorno mi rimarrà impresso il ricordo del prof di chimica che si aggirava tra fiumi di lacrime distribuendo kleenex e conforto.

martedì 3 settembre 2019

Settembre è il lunedì dell'anno

E come tutti i lunedì, si comincia, si organizza, ci si mette a dieta, si riordina, si elimina il superfluo e... si compra roba varia in cartoleria.
La mia amata secondogenita è trionfalmente rientrata dal primo giorno di scuola esibendo garrula un sacchetto contenente 2 biro 3 matite 2 gomme e due quaderni A4 e esclamando "...e pensa, solo 20£!!!"

lunedì 22 luglio 2019

Parlami, non ti sento



Non ti sento sotto, ti sento tutto attorno, impenetrante come una tangente che si avvicina, mi sfiora e se ne va.
Tu parli, non mi parli. Dici le buone cose sensate che sai essere giuste, come un tubino nero nell'armadio e un golfino nel bagaglio per il mare, che non si sa mai. Ma io, con tappi di ovatta nelle orecchie, sento la tua voce che mi arriva, decodifico le parole, a volte le frasi, ma non ne comprendo il senso, come quando cammino per le strade di questo Paese e mi arrivano voci ma non significati.
Io parlo e tu senti ma non mi senti, non senti le mie emozioni sotto la tua epidermide; le mie parole sono solo onde sonore capaci, sì, di far vibrare i tuoi timpani ma non il tuo "recettore di emozioni" (esiste? come si chiama? un poeta lo chiamerebbe "cuore" o "anima"...) e così restano a galleggiare sopra il solito mare di spiegazioni razionali. Come spiegare il prurito da orticaria a chi non è mai stato punto neppure da una zanzara...


mercoledì 10 luglio 2019

Di scelte, passioni e campi estivi

Matilde sta partecipando a questo campo : un po' di avventure sul lago, un po' di conferenze su argomenti vari, un po' di crowdfounding per charities varie... un modo divertente, interessante e socialmente impegnato per intrattenere mandrie di sedicenni per 4 settimane dopo gli esami.
Fra le varie conferenze proposte dal NCS, una riguardava i criteri di "employability", nel dettaglio: quali caratteristiche personali le aziende valutano.
L'elenco è stringato: puntualità, capacità di lavorare in team, capacità di lavorare a lungo, capacità di focalizzare l'obiettivo, rispetto delle regole.
Stamattina, durante la colazione, Matilde, a ruota libera, mi raccontava l'episodio e commentava: nessun accenno, neppure di sfuggita, a cose come intelligenza, capacità di analisi critica delle situazioni, creatività, intraprendenza, curiosità e indipendenza. Vogliono degli ingranaggi, diceva, dei minions bravissimi a obbedire, ad abbassare la testa sulla scrivania e a produrre il pezzettino di risultato di loro competenza ma non abbastanza curiosi da chiedersi quale sia il disegno generale nè, tantomento, sufficientemente intelligenti da capirlo. Matilde ha capito che qualcosa non quadra.

Tommaso sta partecipando a una serie di attività nelle università. La scorsa settimama era a Cambridge, facoltà di fisica, per un seminario di 4 giorni : una sorta di induction alla vita universitaria e agli studi scientifici. Attenzione puntata sulla passione; la vita qui è tosta, raccontavano professori e studenti del 3 e 4 anno ai partecipanti: i ritmi serrati e aspettative alte. Solo chi ha vera passione per la materia (che sia fisica o filosofia o letteratura...) regge, ma, se siete sostenuti da vera passione, questo corso vi darà tutto. Passione è già meglio di puntualità e rispetto delle regole.

Questa settimana è alla Metropolitan Manchester University, una delle università minori (e abbiamo capito perchè!) della città, per una introduzione ai corsi di ingegneria. Non che gli freghi molto dell'ingegneria, ma è sempre meglio che andare a scuola, no? Attenzione puntata su quanto è figo fare l'ingegnere, quanto sia divertente la vita alla MMU, quanto alto sia lo stipendio medio di un ingegnere "...che se guadagnate tanto poi potete andare in pensione presto e godervi la vita". Ora, è senz'altro meglio guadagnare tanto che poco, solo i ricchi possono pontificare su quanto i soldi siano inutili. Ma davvero vogliono spingere l'intera coorte degli Y12 a perseguire carriere che non amano (ma tanto utili alla società...), propinando la favola del "poi da ricco sarai felice"? (poi, che un ingegnere diventi "ricco" è tutto da dimostrare...). Il messaggio della MMU assomiglia molto a quello del NCS di Matilde e anche Tommaso, anche se in modo meno lucido di sua sorella, ha espresso le medesime perplessità: davvero suggeriscono alla gente di non assecondare le loro passioni?

Se è vero che porsi la domanda giusta è spesso più importante che darsi una risposta, direi che questi campi hanno raggiunto lo scopo. Magari non il loro, il mio sì.


mercoledì 3 luglio 2019

Numeri

il peso e la statura
la taglia dei pantaloni e la misura del reggiseno
lo stipendio
il saldo di conto corrente
il voto di maturità e quello di laurea
l'età
l'età alla quale ci siamo laureati o sposati o abbiamo avuto il primo figlio... traguardi (?)
l'età della prima volta (troppo presto? troppo tardi? troppo medio?)
i metriquadri di casa
la distanza dal centro (in tutti i suoi possibili significati)
la cilindrata della macchina
quante macchine
quante case
quanti amici
da quanti anni siamo amici
quanto dura (capiscimi...)
quanti aperitivi
quanti viaggi all'anno

Numeri che ci definiscono o ai quali permettiamo di definirci, attribuendo loro un valore che assolutamente non hanno o permettendo che ad essi venga attribuito un valore che eccetera eccetera...