24 dicembre 2020

08 novembre 2020

Aggiornamento

Sarò velocissima perché, nomen omen, non ho tanto tempo,  ma quasi 2 mesi di assenza sono tanti...
Dunque: ho iniziato il mio corso e il relativo tirocinio, motivo dell'attuale penuria di tempo libero, abbiamo accompagnato Tommy all'università e non lo rivedremo per altre 4 settimane (però mi telefona un sacco, alla faccia di chi sostiene che gli adolescenti spariscono!)
Mati ha presentato le sue candidature e stiamo aspettando che le università si facciano vive, il lockdown è, sulla carta, rigoroso, all'atto pratico invece... a Natale non ci muoveremo per una serie di ovvie ragioni, ho preso B quasi A nel mio primo assignment per il master, voto che mi ha resa felice, abbiamo preso l'auto ma, dopo 3 anni di stop, ieri ho avuto paura e non so quando ricomincerò a guidare... ah, sto cucinando una crema di porri e patate.
Credo che per oggi sia tutto.
Buona serata a chi mi legge 🤗

18 settembre 2020

Incroci

Casualmente, nel marasma di foto che ogni giorno internet ci vomita addosso, incrocio l'immagine di una giovane, splendida dea nel giorno del suo diciottesimo compleanno: abiti da sera esaltano corpi adolescenti, sguardi luminosi seguono il filo di eventi che lasceranno tracce indelebili nella loro memoria. Nei loro ricordi, saranno stati ancora più belli e ancora più felici.

Immediatamente ripenso alla mia festa per i miei diciotto anni: il mio sguardo segue le tracce indelebili che quegli eventi lontani hanno lasciato nella mia memoria e mi rivedo giovane dea circondata da amici altrettanto belli, altrettanto felici (sorry per la rima, è capitata per caso, la lascio anche se non mi piace...)

Tristemente penso al compleanno di mio figlio: il 2 aprile di quest'anno eravamo in lockdown da un paio di settimane, tutti mediamente in uno stato di shock che si è alleggerito solo verso giugno. L'unica festa possibile: una cheesecake, riuscita troppo ricca nel goffo tentativo di risarcirlo di una perdita che non sarà mai veramente risarcita. Era un desiderio più mio che suo e lui non sente la mancanza di qualcosa che non ha mai neppure veramente desiderato. 

A me però spiace. 

(Come "incrocio" è molto tirato per i capelli, ma di più non sono riuscita a fare...)




29 luglio 2020

Capotavola e Capo Tavola

Nella cucina di casa mia abbiamo un grande tavolo rettangolare, seduti al lato lungo del quale pranziamo e ceniamo regolarmente: io di fianco a Tommaso, Matilde di fianco al Peppe.
Anche nella cucina di casa di mia madre c'è un grande tavolo rettangolare, ma qui ci si dispone in modo diverso: ognuno su un lato, mio padre a capotavola. 
La differenza è notevole, e non riguarda la geometria. In casa mia si conversa, in casa di mia mamma si ascolta mio padre che parla: per lui, essere "seduto a capotavola" significa essere "capotavola".
L'ho notato solo in questi giorni... non molto sveglia, temo!

16 luglio 2020

Il Libro del Mese - Orgoglio e Pregiudizio


Avrò letto questo libro una mezza dozzina di volte, in italiano e in inglese in una versione per studenti e poi in edizione integrale, credo di aver letto anche alcuni capitoli in francese ma non mi ricordo con certezza e comunque non avrebbe avuto alcun senso.
Ho visto la miniserie della BBC, la mia preferita con un Mr Darcy di grandissimo fascino, e la versione del 2005 con una Keira Knightley tutta mossette e smorfiette, odiosa. 
E' in assoluto uno dei miei libri preferiti e lo è perchè, al di là delle apparenze da romanzetto romantico(so), è un testo rivoluzionario e straordinariamente femminista.
Certo, Lizzy non affronta la vita brandendo un coltello da cucina: resta nei limiti di quanto ritenuto all'epoca socialmente accettabile, ma l'autrice descrive una donna moderna, e individua la sua forza non nella bellezza (quella appartiene a sua sorella Jane), ma nella sua intelligenza raffinata, coltivata attraverso letture e conversazioni. Il suo destino e la sua unica possibilità di successo nella vita sono il matrimonio, ma reclama il diritto di scegliere chi sposare, rifiutando la proposta del mellifluo, sciocco cugino nonostante la prudenza suggerisse il contrario.

Mi fermo qui per non annoiare...

13 luglio 2020

Le cose che ho perso, le cose che ho preso


Ogni tanto ci ricasco: il mio eterno bisogno di fare bilanci, lunghe liste di "questo sì, questo no"... è una cosa stupida, eppure mi aiuta a mettere ordine e mettere ordine è rasserenante.
Ci sono cose che, a tre anni di distanza, ancora mi mancano non essendo riuscita a "sostituirle" con altre di analogo valore.

Le amiche, quelle sono insostituibili: i miei pranzi con C., i caffè con L. C'è il telefono, è vero, skype e whatsapp e un sacco di diavolerie moderne che nulla possono contro la distanza. Ho care amiche anche qui, ma la più vicina abita a mezz'ora di auto... mi manca la facilità del contatto quasi quotidiano di "casa".

I miei. Mio fratello dice che mio padre non ritornerà più quello di una volta, ma "una volta" è lo scorso Natale... cos'è successo negli ultimi 6 mesi? Me lo raccontano, me lo mostrano ma io non sono lì per vedere che non riesce più ad allacciare i bottoni della camicia e che impiega 3 giorni a tagliare l'erba del giardino invece delle consuete 3 ore. Tralasciamo il fatto che, a 83 anni quasi 84, potrebbe anche evitare lo sfalcio del prato, ma non è questo il punto.

La certezza che con una telefonata e 200 euro posso affrontare (e solitamente risolvere) un problema di salute. Qui è tutto fastidiosamente complicato! Mi sa che prenderò in paio di appuntamenti adesso che vado a casa in vacanza...

Il parrucchiere... provate voi a spiegare in dettaglio una sfumatura di colore o le caratteristiche di un taglio  nell'inglese di una hairdresser di qui: a noi insegnano la pronuncia della bbc, loro parlano una lingua fatta di gergo adolescenziale e dialetto northern-working-class

28 giugno 2020

La stessa acqua calda che rassoda un uovo ammorbidisce le patate

La tentazione di dividere le persone in categorie è sempre forte: aiuta a capire il mondo e anche un po' se stessi.
In questi ultimi giorni rifletto su una particolare categorizzazione: quelli che "sarò felice quando..." e quelli che "sono felice adesso perchè...". Da una parte i miei, dall'altra i miei suoceri.

Il ritornello dei miei è sempre lo stesso, purtroppo ormai da anni.
"Eh, deve passare questo periodo!", sospira mia madre.
"Ma come cosa c'è che non va? Farei prima a dirti cosa c'è che va!", brontola mio padre.
"Questo isolamento mi ha distrutta", si lamenta mia madre di ritorna da una visita a una zia o dal parrucchiere.
"No che non sto bene: ho il controllo dal cardiologo, dal nefrologo, dall'angiologo ma io mica ci vado all'ospedale con tutto il Covid che c'è, rimando tutto, io!", tuona mio padre.
"No, non so se andremo in vacanza, intanto aspettiamo che arrivi tu, poi vediamo", pianifica mia madre, non considerando che prima di un mese non arriverò comunque.
"Dove vuoi che andiamo, c'è il Covid e devo andare in ospedale a fare tutti i controlli e poi i confini chissà se li terranno aperti...", temporeggia mio padre. Il lavoro non va, il governo non va, il clima non va, ci sono le tasse, l'inflazione, l'euro, le zanzare, la Merkel e poi i nipoti non telefonano. E fa caldo.

Anche i ritornello dei miei suoceri è sempre lo stesso.
"Sì, sì stiamo attenti: la spesa ce la porta a casa la Lucia e Alessandro telefona tutte le sere e ogni tanto passa a trovarci. Sì sì, fa caldo ma per forza è giugno, ovvio che fa caldo. Sì sì, va tutto bene sono contenta che adesso almeno papà può andare giù all'orto a fare un po' di movimento. No no, non andiamo giù al paese quest'anno che se per caso dopo tre giorni dal nostro arrivo a qualcuno viene il raffreddore la colpa è nostra che veniamo dalla Lombardia! Ma no non preoccuparti qui va tutto bene, non ci manca niente e non abbiamo bisogno di niente: abbiamo la televisione, internet, una montagna di libri da leggere... che me ne frega a me dell'isolamento, l'importante è che nessuno di noi si ammali. Ah ma quest'autunno mi rifaccio, ho deciso: mi iscrivo all'università! Piuttosto raccontatemi di voi..."

Vivono la stessa vita, ma guardando cose diverse: gli uni concentrati su ciò che manca loro per essere felici, gli altri concentrati su cosa, fra le cose che hanno, li rende felici.
 
Si può imparare?