I ragazzi sono straordinari: a volte ti guardano con quella faccia da schiaffi, tutta brufoli e arroganza, altre invece ti sorprendono con idee brillanti.
I miei litigano poco, ma ogni tanto capita. Qualche giorno fa, Matilde, dopo una di queste rare discussioni, mi ha comunicato felice che lei e Tommy hanno deciso di "scambiarsi le passioni", così da provare a capirsi meglio. Lui si è impegnato ad ascoltare una play list di canzoni dei BTS, boy band di K-Pop, 7 ragazzi(ni) coreani che ballano come se da questo dipendesse il futuro del mondo. Stiamo parlando di questa roba qui. Matilde, in cambio, si dedicherà ad approfondire la fenomenologia di Pewdiepie (leggasi piudipai), ovvero il suo sguardo su Minecraft, gioco che appassiona Tommaso dai tempi della Francia, parliamo quindi del 2014 massimo 2015... un'era geologica fa, considerando l'età del soggetto.
Ho qualche difficoltà a credere che arriveranno ad apprezzare l'uno le passioni dell'altro, ma sono convinta che sia un esercizio meravigliosamente utile. Sarà interessante osservarne gli sviluppi.
Altra casa, altra situazione. Il coronavirus ha, dalle mie parti, costretto molte famiglie a una convivenza forzata in orari normalmente dedicati a scuola e lavoro. Coniugi e figli che, d'abitudine, vivono insieme "a intermittenza", da qualche settimana devono condividere spazi e connessioni internet, il tavolo della cucina che diventa ufficio mio prima di mezzogiorno e tuo dopo pranzo; ragazzi ai quali è stato vietato l'allenamento sul campo di calcio o le prove alla scuola di musica e che, senza scuola, non vedono più gli amici, oltre che i professori (dei quali, magari, fanno anche volentieri a meno!). Una mia amica mi raccontava di essersi stupita dai ritmi di lavoro di suo marito: una sequela ininterrotta di telefonate, di mail urgenti, di interventi da completare per un'ora fa. Ha anche avuto l'opportunità di contare quanti caffè lui beva mediamente ogni giorno: 8. Altro che gastrite!
Lui, d'altro canto, le ha domandato in un paio di occasioni come riesce a sopportare tutti i giorni il suo carico di lavoro da libera professionista unito il peso delle incombenze pratiche e delle conseguenze emotive derivanti dall'avere una figlia gravemente malata. A parole "conoscevano" l'uno le difficoltà dell'altra; adesso che le hanno viste le "capiscono".
Per me significherebbe, nel caso dell'esperimento dei miei figli, ascoltare musica ska, guardare film pieni di sbudellamenti o le partite di Champions, leggere libri di Valerio Massimo Manfredi o riviste di Vespe&Lambrette... Ne sono capace e l'ho fatto, ma... bleah... l'ho fatto più per sentirmi libera di criticare, non con un vero desiderio di comprensione, di "mettermi nelle sue scarpe". Io, che mentre scrivo ascolto De Andrè o Grieg, non riesco a capire come si possano apprezzare queste per più di dieci minuti. Ma ovviamente questo è solo un gioco.
Il punto, quello vero, è che senza esperienza diretta sembra impossibile capirsi.
Forse a questo servono i poeti.
La società che non viene illuminata dai pensatori, finisce ingannata dai ciarlatani - de Condorcet
19 marzo 2020
17 marzo 2020
Cosa sarebbe dell'umanità senza la poesia?
D'improvviso
è alto
sulle macerie
il limpido
stupore
dell'immensità
Alla fine, qualcuno conterà i morti.
Usciremo, e sarà caldo e ci sembrerà straordinario poter scegliere un tavolino al consueto bar e ordinare un caffè, respirando il profumo dei tigli.
Di questo tsunami resterà traccia nella nostra memoria, per sempre. Ma, come hanno detto tanti prima di me e, senza alcun dubbio, meglio di me, "lei" non se ne sarà accorta: settimane di silenzio interrotto solo dalle sirene delle ambulanze non avranno avuto nessun effetto sui suoi ritmi: farà caldo, i tigli saranno fioriti, la bassa marea del primo mattino invoglierà a fare una lunga nuotata. Mio figlio sostiene che l'umanità sia un danno per la natura e che meglio sarebbe per il mondo se noi, semplicemente, non esistessimo. Sarebbe vero se fossimo solo molecole.
Riempiamo i nostri giorni di grandezza, perchè non ci tocchi in sorte di dover riconoscere di aver sprecato il nostro tempo.
è alto
sulle macerie
il limpido
stupore
dell'immensità
Alla fine, qualcuno conterà i morti.
Usciremo, e sarà caldo e ci sembrerà straordinario poter scegliere un tavolino al consueto bar e ordinare un caffè, respirando il profumo dei tigli.
Di questo tsunami resterà traccia nella nostra memoria, per sempre. Ma, come hanno detto tanti prima di me e, senza alcun dubbio, meglio di me, "lei" non se ne sarà accorta: settimane di silenzio interrotto solo dalle sirene delle ambulanze non avranno avuto nessun effetto sui suoi ritmi: farà caldo, i tigli saranno fioriti, la bassa marea del primo mattino invoglierà a fare una lunga nuotata. Mio figlio sostiene che l'umanità sia un danno per la natura e che meglio sarebbe per il mondo se noi, semplicemente, non esistessimo. Sarebbe vero se fossimo solo molecole.
Riempiamo i nostri giorni di grandezza, perchè non ci tocchi in sorte di dover riconoscere di aver sprecato il nostro tempo.
16 marzo 2020
Il punto di non ritorno
Il punto di non ritorno è quando, dopo, ti accorgi di aver detto che il film "lasta" un'ora e tre quarti, che qualcuno "ringa" alla porta e che, you know, mia figlia "applicherà" per chimica.
Eh già...
Eh già...
14 marzo 2020
Civiltà
Loro hanno supermercati vuoti: oggi mancavano pasta, farina, riso, carta igienica, fazzoletti di carta, latte a lunga conservazione, amuchina, candeggina e disinfettanti per le superfici domestiche e per il bucato, i nostri supermercati hanno tutto ciò che serve.
Noi cantiamo sul balcone, loro prevedono molti decessi fra le persone care.
Noi facciamo tutto il possibile per salvare il maggior numero possibile di persone, indipendentemente dall'età e dalla convenienza economica, loro ritardano la chiusura delle scuole perchè ogni mese di fermo causa una contrazione del pil del 3%.
Il loro Paese è ricco ma la loro gente è povera, di una povertà che fa tristezza: bambini ai quali viene offerta la colazione gratis a scuola, ragazzi con le ginocchia storte, scolari con pantaloni troppo corti, uniformi lise e scarpe sporche. Noi avremo un rapporto deficit/pil drammatico ma abbiamo dignità.
Loro hanno la regina, Ascot e il tè delle 5, ma hanno anche il tasso di sopravvivenza al cancro e un'aspettativa di vita più bassi del mondo occidentale, un tasso di alcolismo precoce drammatico e una incidenza di gravidanze fra le adolescenti che a noi fanno orrore. Stockport, una città di 150.000 abitanti, ha in un anno un numero di omicidi che è 7 volte quello di Milano, che è quasi 10 volte più grande.
Loro hanno numeri e statistiche, noi abbiamo cuore e cervello.
Mai come in questi giorni ho sentito nostalgia di casa.
11 marzo 2020
giochi di potere
Insegno come volontaria per un'associazione che si chiama, facciamo, "Bimbi Parliamo Italiano".
La BPI è costituita come associazione, secondo il diritto britannico. Ha un presidente, un tesoriere e un segretario; chiamiamoli Simona, Valentino e Samantha. Ci sono anche le maestre, 4, tutte volontarie. Conta inoltre una 50ina di bambini di età compresa fra 1 e 12 anni, con relativi genitori.
La BPI organizza un incontro al mese della durata di un paio d'ore: i piccoli giocano, i medi imparano canzoncine, mentre i grandi fanno un'oretta di lezione prima della merenda.
Riuscite a immaginare il peso economico e politico di questa cosa? Io sì: zero.
Nonostante la sua assoluta mancanza di importanza, alcune delle persone starnazzano come galline per spartirsi il microbico e inutile potere che deriva dall'essere titolari di una delle cariche. Perciò sono stata informata oggi di un incontro "a porte chiuse" tenuto da presidente, tesoriere e segretario su richiesta di questi ultimi due, incontro durante il quale sarebbero state sollevate obiezioni in merito al comportamento di alcune delle maestre che sarebbero state aggressive e irrispettose della "catena di comando" (sic) essendosi lamentate con il segretario per via freddo in un'occasione e in un'altra a causa della presenza di una bambina di 4 anni nel gruppo dei 5-6enni. Nel corso di questo incontro, il presidente, invece di dire alle due galline starnazzanti che di tali supposti problemi non intende occuparsi, ha detto "ghe pensi mi" e, congedate le postulanti, ha preso il telefono per redarguire la maestra che funge da "direttrice della didattica" (e che nulla c'entra con le lamentele) circa il fatto che "l'associazione non può rimanere senza segretario/tesoriere".
Lettura 1. Due delle maestre ritengono che questa manfrina sia una scusa per indurci ad andarcene, lasciando così campo libero alle galline di scegliersi le maestre che vogliono e indurle a rispettare la "catena di comando" alla quale, evidentemente, tanto tengono.
Lettura 2. Samantha o Valentino o tutti e due hanno grossi problemi personali e, come uno che sull'orlo di un divorzio rovinoso si lamenta del buco nel calzino, sfogano la loro frustrazione sulla BPI.
Lettura 3. Che sia vera la lettura 1 o la 3 o nessuna delle due, ma vi pare che io debba venire fino a Manchester per sopportare beghe in stile oratorio di paese, roba che neppure i dodicenni fanno???
08 marzo 2020
La colpa al tempo del coronavirus
E' uno stato di cose sempre difficile, a volte doloroso. Non mi sento mai in un posto "mio": qui mi mancano le mie radici, i miei affetti di sempre, le amiche con le quali ho condiviso decenni, i panorami consueti, quelli che scaldano l'anima anche quando annoiano. Là mi manca una casa, le abitudini che, in questi anni, sono diventate quotidiane, le amiche nuove, alcune delle quali mi sono tanto care, i panorami non ancora consueti ma non più nuovi. Mi manca anche il senso di possibilità che ogni novità porta sempre con sè.
Ma è in periodi come questo che lo stato di cose evolve in senso di colpa.
Venerdì, dopo aver sentito la voce di mio padre al telefono (depressa, tristissima...), sono andata sul sito di Easyjet e ho trovato un volo perfetto: partenza sabato mattina alle 8 e rientro lunedì verso mezzogiorno... mi ha fermata la paura che il Governo decidesse di estendere la zona rossa e che mi venisse impedito di ripartire. Non ho mai buone intuizioni, solitamente vengo travolta dagli eventi e mi sento dire che erano nell'aria. Stavolta non serviva chissà quale intuito, era solo questione di tempo. Certo, posso sempre partire: ho una carta di identità dalla quale risulta una inconfutabile residenza lombarda.
Arrivo, ma non riparto. Ecco il dilemma: lascio sola la mia mezza famiglia di qui o la mia mezza famiglia di là? Qualunque scelta faccia, lascio mezza famiglia...
30 gennaio 2020
L'amore quando è autunno
Ovvero quando non dobbiamo più essere felici "per forza",
quindi possiamo essere felici "per davvero".
PS: Scusate (o meglio, scusa, tanto mi leggi solo tu...) la pessima qualità del video ma è l'unico che sono riuscita a condividere da YouTube. Evidentemente le mie competenze tecniche lasciano molto a desiderare
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