17 marzo 2020

Cosa sarebbe dell'umanità senza la poesia?

D'improvviso
è alto
sulle macerie
il limpido
stupore
dell'immensità

Alla fine, qualcuno conterà i morti.

Usciremo, e sarà caldo e ci sembrerà straordinario poter scegliere un tavolino al consueto bar e ordinare un caffè, respirando il profumo dei tigli.
Di questo tsunami resterà traccia nella nostra memoria, per sempre. Ma, come hanno detto tanti prima di me e, senza alcun dubbio, meglio di me, "lei" non se ne sarà accorta: settimane di silenzio interrotto solo dalle sirene delle ambulanze non avranno avuto nessun effetto sui suoi ritmi: farà caldo, i tigli saranno fioriti, la bassa marea del primo mattino invoglierà a fare una lunga nuotata. Mio figlio sostiene che l'umanità sia un danno per la natura e che meglio sarebbe per il mondo se noi, semplicemente, non esistessimo. Sarebbe vero se fossimo solo molecole.

Riempiamo i nostri giorni di grandezza, perchè non ci tocchi in sorte di dover riconoscere di aver sprecato il nostro tempo.

2 commenti:

  1. Ciao Flo.. non so bene chi o cosa sia "lei", ma la sensazione di spettatrice impassibile è forte. E' un po' quello che pensavo ieri pomeriggio dal balcone. Un balcone affacciato sul nulla umano, solo su una natura che fa il suo mestiere da milioni di anni. Non è colpa sua, l'hanno disegnata così.
    Sì, ci perderemo la primavera quest'anno, ma sarà servito a qualcosa solo se ci chiederemo: cosa abbiamo imparato?
    Un caro saluto, dal cuore del silenzio cittadino

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    1. Lei è la natura, come hai intuito tu.

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