19 marzo 2020

La scuola al tempo del coronavirus

Finalmente, dopo aver tergiversato per settimane, Boris Johnson ieri ha annunciato la chiusura di tutte le scuole a partire da lunedì. Matilde era a casa già da ieri (mercoledì), quindi martedì è stato il suo ultimo giorno di scuola e non lo sapeva. Non ha salutato nessuno, non sono uscite garrule dai cancelli dopo una giornata di festeggiamenti e di arrivederci a settembre.
Niente.
Tommy, invece, come tutti gli studenti del suo anno nel bel mezzo di una settimana di esami, ha ascoltato la conferenza stampa del primo ministro, incredulo. Scuola finita e, soprattutto, A-levels cancellati. Niente maturità.
Passato il primo momento di sbalordimento e superato lo sconcerto resta adesso da affrontare l'incertezza: non sanno ancora, infatti, come saranno valutati e come questo influenzerà le ammissioni all'università.
Fin qui le conseguenze pratiche.
E il resto?
Non conosco nessuno che non ricordi vividamente l'esame di maturità. Che sia un trionfo o un fallimento, è comunque e per tutti un rito di passaggio: il liceo è ancora "scuola", con i suoi ritmi decisi dai professori, la lunga teoria dei compiti a casa, delle verifiche e delle interrogazioni in classe, scrutini, pagelle e gite scolastiche. Dopo la maturità, l'università o, addirittura, il mondo del lavoro esigono che ciascuno di noi si prenda le proprie responsabilità. Non più adolescenti, quindi, adulti.
Maturi, per l'appunto.
Ogni fase della vita è definita da un rito, che sia religioso o civile.
Ricordo quando io e mio marito siamo andati a vivere insieme. Non eravamo ancora sposati, e quando quella sera è venuto a prendermi con l'auto carica dei suoi bagagli, il suo cuscino sul sedile di dietro, i miei genitori dietro il cancello ormai chiuso di casa loro, abbracciati. Ho pianto.
Non credo che Tommaso piangerà, adesso per esempio lo sento ridere dal piano di sopra perchè, in chat con i suoi amici, sta organizzando qualcosa per domani mattina, quando si saluteranno, studenti e professori, in questo anticipato ultimo giorno di scuola. Ma questo pezzo gli mancherà per sempre .
E' solo un piccolissimo, insignificante dettaglio in questa immane tragedia che sta sconvoglendo il mondo e non ne sto certo facendo un dramma. E' solo una conseguenza senza nessuna importanza.

2 commenti:

  1. Cara Flo, momenti difficili che bisogna trovare lo stimolo per continuare!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso 

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  2. Sono eventi totalmente nuovi, che ci lasciano senza parole

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