La società che non viene illuminata dai pensatori, finisce ingannata dai ciarlatani - de Condorcet
20 aprile 2021
10 anni
10 aprile 2021
24 marzo 2021
Idealismo vs Pragmatismo
Io sono un'idealista e, in un mondo i cui il pragmatismo vince, io perdo.
Quando insegno, cerco di spiegare perché succede qualcosa, ma loro preferiscono imparare a memoria una formula.
Quando scrivo una lettera di presentazione, descrivo i miei ideali sulla scuola e sul rapporto docente-discente, ma loro cercano percentuali di successo agli esami. Non sono mai stata una persona concreta, fatico a capire le regole non scritte e non so muovermi nelle grandi aziende.
Quando leggo, immagino le emozioni dietro la scelta di una parola, altri vogliono solo scoprire come va a finire la storia.
Quando studio, cerco le origini per capire il processo, ma si preferisce chi arriva spedito al risultato.
Quando ascolto, mi calo nei sentimenti dei miei interlocutori al punto che soffro o gioisco con loro, ma non so mai offrire una soluzione, una via d'uscita o anche solo un diverso punto di vista che dia momentaneo sollievo.
Altri vincono, io perdo.
PS: ...e questa è una sbirciatina sulla mia vita segreta.
21 marzo 2021
Tre vite
"Tutti gli esseri umani hanno tre vite:una pubblica, una privata e una segreta"(G. Garcia Marquez)
Ricordo ancora con orrore il titolo di un tema dei tempi del liceo: "Vita segreta sotto i banchi di scuola"... orribile, serve talento da vendere per tirare fuori qualcosa di decente da questi titolo. Da allora l'idea di parare di segreti mi turba (d'altronde se se ne parla che segreti sono?), ma tant'è.
Una maschera, da abbinare al vestito buono e a un sorriso smagliante. Un volto onesto, da riservare a chi ci vuole bene nonostante. E poi noi stessi, con i quali talvolta non riusciamo a fare pace. Ecco, messa cosi mi pare più affrontabile.
La maschera: io che ci provo e non mollo, che raggranello briciole di cose riuscite bene e le confeziono elegantemente per renderle presentabili, come quei cesti natalizi che nascondono la loro desolante pochezza in un tripudio di carte scintillanti e nastri colorati.
Il mio volto onesto: io che per provarci e non mollare faccio una fatica mostruosa, tiro sera con un biscotto a colazione e una barretta a pranzo per poi lavorare fino alle undici, io che poi non dormo perché quando si è troppo stanchi succede.
Infine me stessa: io che a stento trattengo le lacrime guardando la foto di mio padre e vorrei tanto essere a casa per la sua festa, io che non ce la faccio e piango davanti alla mia mentore che mi dice dove sbaglio, io che... non dirò altro perché i segreti sono segreti.
Abbiamo tutti un mondo esclusivamente nostro, dentro, e lo proteggiamo con le unghie. Ogni tanto qualcuno prova a darci una sbirciatina, ma è già tanto se lasciamo intravedere un'inezia.
20 febbraio 2021
Come stai?
Tutto il mondo è paese.
Qui, come altrove, al "come va?" di rito si risponde cercando di non dare troppo fastidio; non ci si concede neppure quell'"abbastanza bene" che comunque è mal visto anche a casa, dato che potrebbe dar luogo a imbarazzanti disquisizioni sul motivo di quell'avverbio così irrituale.
Ci diciamo desiderosi di rapporti veri, trasparenti e intimi, ma poi restiamo sulla superficie, accontentandoci di quel poco che riusciamo a raggranellare fra le pieghe di un formalismo che, nato come cornice, ha finito per diventare barriera.
Qui sono tutti molto carini. Le mail iniziano tutte con auspici di buona salute per l'intera famiglia, il buongiorno e la stretta di mano sono sempre (sempre) accompagnati da gentili domande sulla qualità del viaggio e sul generale andamento della settimana e i siti delle aziende sono tutto un "noi rispettiamo l'equilibrio di vita dei nostri dipendenti".
Ma è tutto finto. Se non ti informi passi per quella che non rispetta la forma, nel mio caso viene considerata una conseguenza del mio non essere british, che, in questo contesto, non indica la nazionalità bensì la (mal)educazione: tollerata, ma solo fino a un certo punto.
Se non ti informi passi per quella che non rispetta la forma, dicevo, ma poi nessuno si cura di rispondere. Se mandi una mail alle 9pm ricevi la risposta entro un'ora, alla faccia dell'equilibrio fra vita professionale e vita privata.
Vorrei che qualcuno mi chiedesse come sto perchè interessato alla risposta. E vorrei che qualcuno rispondesse davvero alla mia domanda, che non è sempre solo formale.
(Poi, va da sé, talvolta non rispondo per evitare che l'interlocutore si preoccupi, ma questa è un'altra faccenda)
10 febbraio 2021
20 gennaio 2021
...e però in Italia...
"Sì, ok, c'è il covid anche lì, però qui è diverso"
Vediamo...
UK 91470 decessi (1820 solo oggi) e 3.466.849 casi (Fonte: https://www.worldometers.info/coronavirus/)
Più di 2000 pub hanno chiuso per sempre quest'anno, il doppio del precedente. (https://www.morningadvertiser.co.uk/Article/2020/12/09/How-many-pubs-closed-in-2020)
Il numero dei bambini aventi diritto al pasto gratuito a scuola è cresciuto di circa 1.000.000, che si aggiunge al 1.400.000 pre pandemia. Per i pigri, fa un incremento del 71.43%. (https://amp.theguardian.com/education/2020/oct/12/surge-in-number-of-uk-children-applying-for-free-school-meals). Ricordo un preside che, a inizio del primo lockdown, ha pregato di essere autorizzato a portare i pasti al domicilio dei bambini perchè quello della scuola è, per molti, il solo pasto decente della giornata.
Sono falliti o rischiano, fra gli altri: Bonmarché (1.500 licenziamenti) Arcadia (13.000 licenziamenti) Peacocks e Jeager (circa 5.000) Debenhams (12.000). (https://www.theguardian.com/business/2021/jan/01/from-laura-ashley-to-debenhams-the-biggest-retail-collapses-of-2020).
Licenziamenti 369.919 (ottobre 2020) contro 311.494 del picco della crisi del 2008 (https://www.ons.gov.uk/employmentandlabourmarket/peopleinwork/employmentandemployeetypes/bulletins/uklabourmarket/december2020).
Ore lavorate: Febbraio 2020 1.051.000; Giugno 2020 842.000.
Scuola: aperte per bambini vulnerabili e figli dei key workers, tutti gli altri in online learning. In certe zone, solo il 37% degli studenti segue regolarmente le lezioni. (https://www.theguardian.com/education/2020/dec/15/huge-gaps-in-classroom-time-for-pupils-across-england-figures-show). Per cercare di ovviare al problema, lo Stato ha fornito 700.000 laptop e altri 300.000 sono in arrivo (https://www.gov.uk/government/news/hundreds-of-thousands-more-laptops-to-support-disadvantaged-pupils-learn-at-home) e molti provider internet hanno regalato traffico dati alle scuole (https://www.theguardian.com/education/2021/jan/18/free-fast-broadband-service-launched-in-uk-to-support-home-schooling). Questo significa che almeno 1.000.000 di bambini non ha strumenti per la DAD.
Forse è il caso di smettere di fare una gara fra chi sta peggio.