Grazie a mamma EU, posso usare da quassù il mio telefono italiano senza spendere un centesimo di differenza. Però, chissà perchè, da domenica scorsa (oggi è venerdì) non riesco più a navigare se non col wi-fi di casa. Problema limitatissimo: questa settimana nevica a ripetizione perciò sono uscita meno del solito, ma comunque problema: perchè pago un servizio se poi non ne posso usufruire?
Stamattina ho dunque fatto qualche ricerca e ho capito che, forse, c'è un limite al traffico dati in roaming, superato il quale occorre pagare.
Per sciogliere ogni dubbio in merito ho pertanto deciso di chiamare il Servzio Clienti del mio operatore, cosa che odio fare perchè mi fa pena chi risponde: pagati poco e niente per raccogliere con nonchalance insulti e minacce.
Sono stata particolarmente chiara e gentile: può per cortesia spiegarmi cosa succede perchè non so dove andare a cercare una risposta blablabla...
Ho trovato, dall'altro capo del telefono, la persona più odiosa e indisponente che possiate immaginare: guardi che ha superato le soglie, guardi che ha consumato anche più giga di quelli previsti dal suo contratto, Non mi sto lamentando, signora, sto solo chiedendo chiarimenti perchè sono ignorante in materia... guardi che se fa scendere il menù a tendina... ma lo vede il menù a tendina sulla app? No perchè sto telefonando col cellulare e guardo la pagina sul pc... ah ma se le dico di usare la app e lei mi usa il pc non può certo guardare il menu a tendina... e via di questo passo.
Probabilmente ha avuto una mattinata pesante, voglio sperare che la ragione di tanta indisponenza sia questa.
Comunque ho scoperto che i miei 2 Gb a settimana si riducono a circa 800 Mb, cosa che in sè non costituisce un problema visto che sono sempre stati sufficienti. Dovrò solo tenerne debitamente conto.
La società che non viene illuminata dai pensatori, finisce ingannata dai ciarlatani - de Condorcet
01 febbraio 2019
30 gennaio 2019
L'Inghilterra è un Paese fondato sul...
...Paracetamolo!
Hai il mal di gola? Paracetamolo!
Brividi, dolore alle ossa e febbre a 39? Paracetamolo!
Mal di schiena? Spalla incriccata, gomito del tennista? Paracetamolo, of course!
Mal di stomaco tanto da andare alle 2 di notte al pronto soccorso? Any doubt? Paracetamolo!
Dolore alla cervicale che ti obbliga a perdere 2 settimane di lavoro? Paracetamolo (salvo poi rassegnarsi all'inevitabile, fare una RM e scoprire che, oh povera!, hai un'ernia 😨)
Perchè, mi domando...
Ho un'ipotesi. Qui, come in Italia, l'assistenza sanitaria è un diritto di tutti i residenti, a prescindere da cittadinanza, lavoro o dal fatto di essere legalmente presenti o meno. Basta avere un indirizzo di casa. Ovviamente, se garantisci assistenza completamente gratuita (neppure il ticket per gli esami...) anche a chi non paga un centesimo di tasse, il bilancio deve essere complicato, ergo fanno una prima scrematura basata su livello di sopportazione del dolore+paracetamolo+visite effettuate da infermiere. Se passa, bene. Se non passa ok, vuol dire che hai davvero bisogno di cure. Poi si danno da fare, eh, mica briscole!
Se nel frattempo non sei morto...
PS: quelle raccontate sono tutte storie vere.
Hai il mal di gola? Paracetamolo!
Brividi, dolore alle ossa e febbre a 39? Paracetamolo!
Mal di schiena? Spalla incriccata, gomito del tennista? Paracetamolo, of course!
Mal di stomaco tanto da andare alle 2 di notte al pronto soccorso? Any doubt? Paracetamolo!
Dolore alla cervicale che ti obbliga a perdere 2 settimane di lavoro? Paracetamolo (salvo poi rassegnarsi all'inevitabile, fare una RM e scoprire che, oh povera!, hai un'ernia 😨)
Perchè, mi domando...
Ho un'ipotesi. Qui, come in Italia, l'assistenza sanitaria è un diritto di tutti i residenti, a prescindere da cittadinanza, lavoro o dal fatto di essere legalmente presenti o meno. Basta avere un indirizzo di casa. Ovviamente, se garantisci assistenza completamente gratuita (neppure il ticket per gli esami...) anche a chi non paga un centesimo di tasse, il bilancio deve essere complicato, ergo fanno una prima scrematura basata su livello di sopportazione del dolore+paracetamolo+visite effettuate da infermiere. Se passa, bene. Se non passa ok, vuol dire che hai davvero bisogno di cure. Poi si danno da fare, eh, mica briscole!
Se nel frattempo non sei morto...
PS: quelle raccontate sono tutte storie vere.
23 gennaio 2019
Le donne che sarò
Anni fa, ai tempi delle lezioni di religione, Tommaso mi raccontava della spiegazione del don a proposito della Trinità: è troppo difficile da spiegare, diceva il prof, non ci riescono neppure i professoroni di teologia" e con questo chiudeva il discorso.
Io non ci ho mai visto niente di tanto difficile, ho risposto a Tommy: io sono mamma (tua), figlia (del nonno), moglie (di papà). Eccola qui la Trinità. Che poi diventa "multinità", dato che sono anche sorella, amica, collega eccetera eccetera.
La spiegazione gli è piaciuta, problema risolto: ho potuto continuare a preparare la cena!
Facile descrivere un dato di fatto, ancora più facile descriversi al passato. Ma quel futuro, "sarò", come lo gestisco?
Che poi, fututo... potrebbe essere uno di quei futuri usati per esprimere un'opinione nella quale si ripone poca fiducia: sì sì, sarà anche intelligente ma ha fatto un'idiozia; sì sì, sarà anche bella Roma ma vuoi mettere Milano eccetera...
Sì sì, starò anche scrivendo ma non sto dicendo niente!!! Lo so che sto tergiversando, ma non mi viene l'ispirazione ;-)
Sarò, domani, le donne che sarò stata capace di costruire oggi (detratta la tara della botta di "culo", nella quale non credo, e quella della botta di "sfiga", la quale invece è sempre dietro l'angolo. Scusate il inguaggio) ma, dato che non sono in vena di costruzione, mi sa che sarò un po' pochino.
Anni fa, quando, come tutte le adolescenti, mi credevo imbattibile, sono stata prima ballerina (a 8 o 10 anni) e poi scienziata, attorno ai 15 anni ero decisa a vincere il Nobel per la chimica. Evidentemente ho dimenticato i miei sogni, visto che, non solo non sono diventata nè una ballerina nè una scienziata, ma non ci ho neppure provato, ed è questa, francamente, la cosa che mi delude di più. Magari fra 20 anni, riguardando indietro, rimpiangerò di non averci provato. Ma provato a fare cosa??? Ci ritornerò.
Ancora anni fa, anche se un po' meno, ricordo che ero in vacanza in montagna e parlavo del futuro con qualcuno (mia mamma? mio fratello? qualche amico/a? Non ricordo). Rocordo che ho detto di non volere successo, di volere in cambio alcuni amici veri. Per tanto tempo non ho avuto nè l'uno nè gli altri. Adesso, forse qualche amico ce l'ho. Non sono un esercito, due o tre, ma sono un dono prezioso. Valgono il successo? Sicuramente sì, anche perchè, del successo non mi è mai importato granchè, passati i 15 anni.
Continuo a girarci attorno, se fosse un tema in classe prenderei 2.
Sarò anche intelligente ma da questo ginepraio non riesco a venirne fuori.
Io sarò quella che non ha tarpato le ali a nessuno (tranne a se stessa?).
Io sarò quella che è stata capace di far sentire imbattibili (non dagli altri, dalle circostanze) i suoi ragazzi (ma non se stessa).
Vorrei essere anche quella che è stata capace, in zona Cesarini, di tirare fuori tutta l'energia creativa che da qualche parte deve pur avere e costruirsi un futuro tutto suo. Facendo cosa, non lo so...
Ho provato a diradare la nebbia, ma non ci sono riuscita.
Un argomento più facile, la prossima volta, per favore...
Io non ci ho mai visto niente di tanto difficile, ho risposto a Tommy: io sono mamma (tua), figlia (del nonno), moglie (di papà). Eccola qui la Trinità. Che poi diventa "multinità", dato che sono anche sorella, amica, collega eccetera eccetera.
La spiegazione gli è piaciuta, problema risolto: ho potuto continuare a preparare la cena!
Facile descrivere un dato di fatto, ancora più facile descriversi al passato. Ma quel futuro, "sarò", come lo gestisco?
Che poi, fututo... potrebbe essere uno di quei futuri usati per esprimere un'opinione nella quale si ripone poca fiducia: sì sì, sarà anche intelligente ma ha fatto un'idiozia; sì sì, sarà anche bella Roma ma vuoi mettere Milano eccetera...
Sì sì, starò anche scrivendo ma non sto dicendo niente!!! Lo so che sto tergiversando, ma non mi viene l'ispirazione ;-)
Sarò, domani, le donne che sarò stata capace di costruire oggi (detratta la tara della botta di "culo", nella quale non credo, e quella della botta di "sfiga", la quale invece è sempre dietro l'angolo. Scusate il inguaggio) ma, dato che non sono in vena di costruzione, mi sa che sarò un po' pochino.
Anni fa, quando, come tutte le adolescenti, mi credevo imbattibile, sono stata prima ballerina (a 8 o 10 anni) e poi scienziata, attorno ai 15 anni ero decisa a vincere il Nobel per la chimica. Evidentemente ho dimenticato i miei sogni, visto che, non solo non sono diventata nè una ballerina nè una scienziata, ma non ci ho neppure provato, ed è questa, francamente, la cosa che mi delude di più. Magari fra 20 anni, riguardando indietro, rimpiangerò di non averci provato. Ma provato a fare cosa??? Ci ritornerò.
Ancora anni fa, anche se un po' meno, ricordo che ero in vacanza in montagna e parlavo del futuro con qualcuno (mia mamma? mio fratello? qualche amico/a? Non ricordo). Rocordo che ho detto di non volere successo, di volere in cambio alcuni amici veri. Per tanto tempo non ho avuto nè l'uno nè gli altri. Adesso, forse qualche amico ce l'ho. Non sono un esercito, due o tre, ma sono un dono prezioso. Valgono il successo? Sicuramente sì, anche perchè, del successo non mi è mai importato granchè, passati i 15 anni.
Continuo a girarci attorno, se fosse un tema in classe prenderei 2.
Sarò anche intelligente ma da questo ginepraio non riesco a venirne fuori.
Io sarò quella che non ha tarpato le ali a nessuno (tranne a se stessa?).
Io sarò quella che è stata capace di far sentire imbattibili (non dagli altri, dalle circostanze) i suoi ragazzi (ma non se stessa).
Vorrei essere anche quella che è stata capace, in zona Cesarini, di tirare fuori tutta l'energia creativa che da qualche parte deve pur avere e costruirsi un futuro tutto suo. Facendo cosa, non lo so...
Ho provato a diradare la nebbia, ma non ci sono riuscita.
Un argomento più facile, la prossima volta, per favore...
20 gennaio 2019
Il pranzo del martedì
Ormai è diventata un'abitudine: il martedì Tommy non pranza in mensa, vanno tutti insieme a casa di Izzie, un'amica che abita "girato l'angolo" (di più, non è dato sapere)
Pagano un contributo simbolico e lei prepara zuppe e creme per tutti, ogni tanto qualcuno porta muffins o biscotti. Mangiano male ma l'idea di non essere a scuola li fa sentire grandi.
L'altro giorno ho chiesto a Tommy di raccontarmi di questo gruppo, di come è nata la tradizione, di cosa parlano... Ho scoperto cose interessanti.
Ad esempio ho scoperto che il nucleo fisso è composto da 7 ragazzi, ai quali se ne aggiungono 3 quando possono. Dei 7 fissi, tre sono Tommy e i suoi due amici delle classi di matematica e matematica avanzata, gli altri 4 comprendono la padrona di casa e tre suoi amici della classe di psicologia...
4 psicologi e 3 nerd...
mumble mumble...
Tommy siete sicuri di non essere oggetto di un esperimento?
Ma sai mamma... adesso che mi ci fai pensare a volte ci fanno delle domande un po' strane!!!
16 gennaio 2019
Aggiornamento Brexit
Dico la mia adesso che, come ampiamente previsto, zia Theresa è andata sotto di brutto (432 a 202 è una legnata bella forte!)
Stasera JC chiederà la sfiducia ma i conservatori, che sanno che se si andasse al voto adesso perderebbero, si ricompatteranno tutti attorno alla May. Lei, forte del rinnovato supporto dei suoi "friends" (si chiamano così, in parlamento, i propri compagni di partito. Carini vero?) accetterà la proposta arrivata dalla UE di prolungare i termini da fine marzo a fine luglio (altri 6 mesi di agonia...).
Poi?
Poi boh: il Parlamento è sommerso dalle petizioni per un nuovo voto che alcuni vedono come l'unica strada democratica, altri come la negazione della democrazia.
Qualunque strada scelgano di percorrere (nuovo voto, elezioni generali, revoca dell'articolo 50, hard brexit...) hanno fatto una figura da cioccolatai di portata epocale.
Stasera JC chiederà la sfiducia ma i conservatori, che sanno che se si andasse al voto adesso perderebbero, si ricompatteranno tutti attorno alla May. Lei, forte del rinnovato supporto dei suoi "friends" (si chiamano così, in parlamento, i propri compagni di partito. Carini vero?) accetterà la proposta arrivata dalla UE di prolungare i termini da fine marzo a fine luglio (altri 6 mesi di agonia...).
Poi?
Poi boh: il Parlamento è sommerso dalle petizioni per un nuovo voto che alcuni vedono come l'unica strada democratica, altri come la negazione della democrazia.
Qualunque strada scelgano di percorrere (nuovo voto, elezioni generali, revoca dell'articolo 50, hard brexit...) hanno fatto una figura da cioccolatai di portata epocale.
14 gennaio 2019
Brexit
Quando abbiamo deciso di trasferirci nella terra della perfida Albione (chi era costei?), il referendum era già stato fatto, perciò siamo sì venuti quassù, ma consapevoli che ad un certo punto avremmo dovuto fare qualcosa per "ufficializzare" la nostra posizione. All'epoca non sapevamo cosa, adesso sono abbastanza chiari sia la procedura che i costi. Inoltre nutrivo la speranza, poi rivelatasi fondata, che un'azienda che cerca dipendenti all'estero non li abbandona poi ad affrontare da soli tutto l'ambaradan.
Ma voi provate ad immaginare come devono sentirsi persone che magari vivono qui da 20 anni, che hanno studiato, lavorato, pagato le tasse, si sono sposati con cittadini inglesi e hanno figli inglesi, hanno comprato case, investito soldi per l'università, finanziato charity e fondi pensione e che adesso devono chiedere e pagare un permesso per continuare a vivere nelle loro case, che devono cominciare ad andare in giro portando con sè un documento che certifichi il loro diritto a vivere qui.
Ho sentito storie tristi e altre arrabbiate. C'è gente che, non avendone mai avuto bisogno, non ha più documenti in corso di validità, gente che ha buttato via i biglietti aerei che potevano provare con certezza la data di primo ingresso nel Regno Unito (voi li conservate? io no)
Ci sono nonne di nipoti inglesi che non hanno altre case nelle quali ritirarsi nel caso in cui qualche solerte funzionario di Sua Maestà dovesse decidere che i documenti non sono a posto e che deve "tornare a casa"... Ma quale casa?
A me, della Brexit importa assai... Certo, se dovessi essere costretta a rientrare in Italia, dovrei sopportare le ire dei miei ragazzi (e avrebbero pure ragione!), ma noi abbiamo una "casa" nella quale tornare. Le persone che ho conosciuto qui invece no, le storie che ho sentito... che tristezza credere che un muro possa risolvere un problema!
Ma voi provate ad immaginare come devono sentirsi persone che magari vivono qui da 20 anni, che hanno studiato, lavorato, pagato le tasse, si sono sposati con cittadini inglesi e hanno figli inglesi, hanno comprato case, investito soldi per l'università, finanziato charity e fondi pensione e che adesso devono chiedere e pagare un permesso per continuare a vivere nelle loro case, che devono cominciare ad andare in giro portando con sè un documento che certifichi il loro diritto a vivere qui.
Ho sentito storie tristi e altre arrabbiate. C'è gente che, non avendone mai avuto bisogno, non ha più documenti in corso di validità, gente che ha buttato via i biglietti aerei che potevano provare con certezza la data di primo ingresso nel Regno Unito (voi li conservate? io no)
Ci sono nonne di nipoti inglesi che non hanno altre case nelle quali ritirarsi nel caso in cui qualche solerte funzionario di Sua Maestà dovesse decidere che i documenti non sono a posto e che deve "tornare a casa"... Ma quale casa?
A me, della Brexit importa assai... Certo, se dovessi essere costretta a rientrare in Italia, dovrei sopportare le ire dei miei ragazzi (e avrebbero pure ragione!), ma noi abbiamo una "casa" nella quale tornare. Le persone che ho conosciuto qui invece no, le storie che ho sentito... che tristezza credere che un muro possa risolvere un problema!
13 gennaio 2019
Arrestato
Ne parlavo qui e adesso l'hanno arrestato. Arriverà domani in Italia e, forse, finalmente sconterà la sua pena.
I morti non torneranno in vita, Torregiani non ricomincerà a camminare, io non tornerò bambina a Milano.
In fondo non cambierà niente, ma questo piccolo tassello di un puzzle talvolta illeggibile andrà al suo posto.
I morti non torneranno in vita, Torregiani non ricomincerà a camminare, io non tornerò bambina a Milano.
In fondo non cambierà niente, ma questo piccolo tassello di un puzzle talvolta illeggibile andrà al suo posto.
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