16 febbraio 2016

A pensà mal se fà pecad ma s'induina

Notizia 1) che non è una novità: si perverrà all'approvazione di una qualche forma di riconoscimento delle unioni omosessuali
Notizia 2) il governo ha annunciato la revisione delle norme che regolano le pensioni di reversibilità.

Mumble mumble...

Ci sarà mica un collegamento fra le due notizie?!?!

29 gennaio 2016

Tre cose ho imparato

Mio figlio mi ha insegnato che "ogni rovescio ha la sua medaglia".
Quando me l'ha detto io, ovviamente, l'ho corretto e l'ho dimenticato. Poi però ci ho ripensato e ho deciso di condividerlo con chi ha la pazienza di seguirmi da tanti anni: sarebbe davvero un peccato enorme perdere una tale miniera di saggezza e ottimismo!

Ho imparato anche che io posso fare la differenza. Magari il mondo non se ne accorgerà mai ma chi mi circonda sì e forse questo basta. 

Ho imparato che il mondo là fuori gira sia che io giri insieme a lui sia che io mi rinchiuda a bozzolo... è più divertente girare.

Non è poco, mi sembra.

28 gennaio 2016

Il suo nuovo giocattolo



Vi presento il nuovo giocattolo di Matilde. Era mio e giaceva inutilizzato da decenni in un angolo buio e freddo in casa dei miei. Poi, complice una app del telefonino, Matilde ha deciso di studiacchiare un po' di pianoforte. Per un paio di mesi ha peregrinato, libro sotto il braccio, da casa nostra a casa dei miei per strimpellare le sue dodici battute settimanali. Ora il suo maestro sostiene che forse, se avesse il piano in casa e studiasse di più, potrebbe progredire più velocemente e cominciare così la suonare cose più divertenti. Quindi, eccomi qui, seduta sulla mia poltrona preferita accanto al mio vecchio pianoforte. Che mi ricorda, ahilui, di quando per pigrizia l'ho abbandonato...
Chissà se Matilde sarà più brava di me!

Educazione sessuale

Nella puntata del 7 dicembre 2015 di "L'erba dei vicini" è andato in scena l'incontro Italia Vs Paesi Scandinavi.
Fra gli altri argomenti, Severgnini ha affrontato il tema "Educazione sessuale: a chi spetta?", lasciando la parola a Line Anne Roien, una deliziosa signora danese (credo), e a Filippo Savarese, un signore parecchio conservatore (e parecchio meno delizioso...). In estrema sintesi, la signora danese raccontava dell'esperienza nel suo paese nel quale l'educazione sessuale è affidata alla scuola che segue precisi programmi ministeriali, mentre il signore italiano rivendicava alla famiglia il ruolo di educare i figli alla sessualità.
Sul momento non ho fatto molto caso alla faccenda, mi sono goduta la trasmissione, davvero carina, e sono andata a dormire.
Poi ho riflettuto.
Affidare l'educazione sessuale dei ragazzi alle famiglie? A quali famiglie?
Quelle benpensanti stile Italia anni '60?
Quelle colte progressiste un po' dem aperte curiose e libere (o libertine?)...
Quelle iper cattoliche e iper conservatrici?
Quelle un po' troppo pakistane, che sgozzano le figlie se comprano un paio di jeans o vogliono andare a scuola?
Ecco, riflettevo su tali ameni argomenti e ho pensato che anche attraverso l'educazione sessuale, che poi diventa educazione all'affettività, al rispetto reciproco, al riconoscimento del valore dell'altro e della sua volontà, anche attraverso tutto questo passa l'integrazione.
Quindi, ancora una volta, l'erba del vicino è più verde.

27 gennaio 2016

Delle famiglie


Non parlerò, oggi, di ciò che penso della shoa: meglio astenersi dal dire ovvietà.

Parlerò invece, dicendo comunque una montagna di ovvietà, delle famiglie: tradizionali, allargate, omo, etero, mono bi tri parentale e chi più ne ha più ne metta. E ne parlerò perchè un paio di sere fa, a tavola, Tommaso mi ha detto che a lui per essere felice basta avere "almeno" una mamma, anche due potrebbe andare. Sui due papà, invece, ha delle riserve perchè "pungono quando fanno le coccole" (ha tredici anni ma ancora qui stiamo!)
Contemporaneamente, il cardial Bagnasco pontificava il tv in difesa della famiglia tradizionale supplicando i cattolici di qualsivoglia schieramento politico di operare nella direzione da lui auspicata.
Ma io mi domando:
1) Vietare il riconoscimento delle unioni omosessuali avrà forse il magico potere di trasformare tutti i gay in etero?
2) Il cardinale Bagnasco è davvero così preoccupato del destino delle casse dello Stato Italiano, perchè per lo Stato Italiano è di questo che si parla...
3) Di quale famiglia tradizionale stiamo parlando? Lui&Lei sposati in chiesa e genitori di millemila figli devotamente battezzati? Lui&Lei sposati chissà come e dove e con figli battezzati-ma-anche-no? Lui&Lei che un dì si sono stretti in un abbraccio e hanno deciso che vivere insieme è bello? Lui&Lei sposati, divorziati e risposati che fino a qualche hanno fa venivano additati come lo scandalo che avrebbe scardinato la società civile basata sulla famiglia regolarmente costituita in chiesa e oggi, ma sì, in mancanza di meglio vanno bene anche loro perchè etero? E perchè la difesa di tali famiglie dovrebbe comportare il divieto ad una vita serena a chi etero non è? Non capisco. Cioè: capisco Bagnasco che da cardinale pensa tutto il male possibile delle unioni omo. Non capisco chi gli va dietro.
4) Poi c'è la questione dei figli e delle adozioni dei figli. Una coppia omo è, in quanto coppia omo, biologicamente sterile, perciò figli naturali non ne possono avere. Ora dirò una cosa abominevole, lo so, ma è così folle consentire alle coppie omo sposate di adottare bambini che non abbiano legami biologici con nessuno dei due partner? A me proprio la procreazione a comando di bambini magari impiantati in corpi di donne che noleggiano il proprio utero in cambio di denaro, a me tutto questo non va giù. E' una forma moderna (moderna? Quanti eredi di nobili casate sono stati partoriti da servette perchè la consorte titolare era sterile?) di riduzione in schiavitù del corpo femminile che mi dà un senso di ribrezzo...
5) Infine, qualcuno può spiegarmi perchè occorre inventarsi una nuova forma di riconoscimento delle coppie (che siano etero o omo a questo punto non fa differenza) Voglio dire: perchè non estendere semplicemente alle coppie omo il diritto di accedere ad un normalissimo matrimonio civile? E perchè tante coppie etero chiedono il riconoscimento del loro essere coppia ma rifiutano il matrimonio civile? Esistono giù due tipi di unione: matrimonio civile per tutti coronato, per chi ci crede, dal matrimonio religioso. Non capisco perchè inventarsene un terzo, una specie di "piccolo matrimonio", con meno obblighi e meno diritti, penso... ma in cosa differirebbero?

Spero che i miei figli siano etero perchè nell'Italia di oggi vivere da omo è ancora difficile sia per le discriminazioni legate all'ignoranza della gente, nei confronti della quale lo Stato nulla può, sia per le discriminazioni legate alle norme, nei confronti delle quali invece lo Stato può molto.
Vorrei vedere il mio Paese diventare più giusto.


20 gennaio 2016

Far ripartire l'economia

Il mondo occidentale è popolato da gente che si straccia le vesti immaginando soluzioni per far ripartire l'economia: diamo credito alle imprese, facciamo formazione ai disoccupati, salviamo le banche, facciamo così o cosà con i titoli di stato, togliamo le frontiere, mettiamo i dazi contro le merci cinesi-indiane-americane, prendiamoci i clandestini che lavorano a basso costo, non prendiamoci i clandestini che pesano sul bilancio di sanità-scuola-accoglienza... potrei andare avanti ma tanto avete capito.
Una sola considerazione non ho mai sentito: l'economia (non la finanza) riparte se ci sono clienti. Solo con clienti da soddisfare le imprese andranno a chiedere finanziamenti sensati (per ora li chiedono solo per pagare debiti e tasse) e assumeranno gente.
Tutto il resto è chiacchiera.

Ok, lo so: non è che ho fatto chissà quale scoperta. E' che ancora stamattina sentivo parlare di QE, di iniezione di liquidità, di miliardi di euro (stampati e) distribuiti a pioggia... nulla di tutto ciò ha funzionato e l'Europa (intesa sia geograficamente che politicamente) tracolla.

PS: pare che un giorno, parlando con qualcuno del suo staff a proposito dei moti in Italia passati poi alla storia come "Risorgimento",  von Metternich abbia detto che:

La parola Italia è una espressione geografica, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle.

Ecco, mi pare calzante anche per l'Europa

15 gennaio 2016

Entrare dentro...

"Entrare" significa: Andare dentro (treccani)
Quindi "Entrare dentro" significa "andare dentro dentro": è un errore da bambini, da gente che non ha la minima idea di cosa sia la lingua italiana, da superficiali ignoranti.

Odio chi dice entrare dentro, uscire fuori, salire su o scendere giù, mi grattano le orecchie come cartavetra passata sulla pelle del viso.

Se poi chi lo dice è l'archeologa che presenta le ricerche sulla Domus Aurea, il giornalista che presenta il tg in prima serata, l'insegnante che insegna ai miei figli, ecco, li odio ancora di più!

Ora che l'ho detto sto meglio? No, non mi cambia la giornata però, come direbbe Shrek, meglio fuori che dentro!