Sabato pomeriggio il mio vicino di casa ci ha regalato una carpa e, sorridendo, mi ha detto "Adesso, signora, tocca a lei: si diverta!" e mi messo un mano un enorme sacchetto contenente il pesce più grosso che io abbia mai visto. Luccicava, era scivoloso e con le squame grosse come medaglioni, di un colore insignificante ma profumato di pesce fresco... sapeva di buono! Lungo forse 60 cm e di circa 4 Kg: pulirlo è stato un delirio!!
Alla sua vista mi sono sentita piccola, direi 11 anni e mezzo, e ho risentito l'odore polveroso di vecchi libri, l'odore che hanno le biblioteche quando nessuno si prende mai la briga di cambiare l'aria; mi sono rivista seduta ad un enorme tavolo, alle prese con uno schedario, oggetto mai visto prima, pieno di cartoncini recanti indicazioni relative a libri strani, da adulti bibliofili topi da biblioteca. Ed io persa lì dentro, spaesata e sola, alla ricerca di un testo semplice che mi raccontasse qualcosa sulle carpe, pesci di palude grossi e coi baffi, notizie adeguate alle ricerche di una bambina di prima media. Mia mamma, più spaesata e persa di me, mi aveva accompagnata, frettolosamente affidata alla bibliotecaria (che altrettanto frettolosamente aveva ricominciato a parlare con la sua amica) prima di scappare precipitosamente, probabilmente da mia nonna.
Al solo sentir parlare di una carpa mia mamma è tornata indietro di 30 anni, se è sentita spaesata e sola e trapiantata in un luogo che avrebbe dovuto esserle familiare e che invece non riconosceva più e che odiava dal profondo. E' ripiombata nella sofferenza di giorni senza luce, io e lei in auto, ferme al semaforo rosso a piangere, senza parlare.
Ieri le ho portato i bambini prima di venire in ufficio, bevendo un caffè mi ha chiesto "Sai cosa mi fa venire in mente la carpa?" ed io ho risposto "La mia ricerca i biblioteca." Abbiamo conservato lo stesso ricordo, io con lo stesso senso di smarrimento, lei con un senso di colpa che probabilmente non supererà mai.
Tempo fa mio papà mi ha raccontato di essere consapevole di quanto io abbia sofferto in quel periodo ma di non aver avuto scelta. Io penso che si ha sempre una scelta e che no, papà, non sarai mai consapevole di quanto io e la mamma abbiamo sofferto.