21 maggio 2015

La melma


Vi avviso: non sarà un post, sarà un tweet.

Anni fa una mia vecchia amica, la chiamerò F., mi raccontò che, durante un periodo davvero difficile, si concesse un lungo we nella casa di campagna di una sua nuova amica. Casa sconosciuta, amica sconosciuta, attività nuove, tanta aria aperta, niente studio: si sentiva bene, si sentiva rinascere.
Alla fine della breve vacanza i suoi genitori, come d'accordo, andarono a riprenderla in auto e, vedendola finalmente serena dopo un lungo e grigio inverno di vera depressione, cominciarono a fare progetti per il futuro: adesso che stai bene puoi ricominciare a studiare di buona lena, puoi dimenticare questo inverno lungo e grigio, andrà di nuovo tutto bene.
E mentre l'auto macinava chilometri che la allontanavano dal quel rifugio inatteso e ospitale, mentre i suoi genitori progettavano per lei e al suo posto un futuro sereno e operoso, lei si sentiva trascinare giù come un palloncino gonfio di elio tirato dalla cordicella che lo lega.
Fino a sprofondare nella melma.

Ok, facciamo due tweet.

3 commenti:

  1. non si fanno due tweet, ehm due post, in un giorno.. finisco sempre per vederne uno solo.
    Non posso credere che dopo anni la tua amica non abbia avuto modo né voglia né stimolo per tirarsi fuori da quella melma. Perché dai rifugi ospitali ed inattesi, dove è molto facile e scontato sentirsi bene, prima o poi si deve uscire, e - ugualmente - non posso credere che lei non ne fosse consapevole.

    comunque, questo sistema che quando commento da wp mi chiede di indicare immagini di vino, panini, insetti e altro per dimostrare che non sono un robot mi sta un po' sulle ..., ecco.

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    1. Davvero??? io non ho cambiato nessuna impostazione.. temo che blogger e wp si stiano antipatici

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  2. Ops, ho dimenticato di rispondere. Ne era consapevole, ciò non toglie che la sensazione di "trascinamento verso il basso" le sia rimasta impressa, tanto che l'ha ritirata fuori proprio in questi giorni.
    Corsi e ricorsi storici

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