28 maggio 2015

Io sono quella col vestito rosso - Paola

Ho conosciuto Paola martedì, nel corso di un caffè tra mamme trapiantate a Strasburgo da varie città italiane.
Era sicuramente la più grande fra noi e l'espatriata da più tempo. Mamma di una ragazza già all'università, di un maschio al liceo e di una bambina in prima media, vive in Francia da 15 anni, al seguito di un marito dipendente del ministero degli affari esteri, all'epoca assegnato qui poi trasferito chissà dove. Trucco pesante, capelli nero corvino, grossi occhiali da sole, vestita completamente di nero (una giacca improbabile con inserti in nappa e pantaloni ancora più improbabili: cavallo basso e alta fascia di nappa in vita) ad esclusione delle scarpe: grosse, da ginnastica, in tela fiorata dai mille colori. Alcune delle mamme presenti la riempivano di complimenti: che gusto, che trucco, che capelli e non chiedetele quanti anni ha perchè non dimostra affatto la sua età... chissà perchè? In realtà a me sembrava una tristissima sessantenne di quelle che credono fermamente che fondotinta e scarpe da ragazzina possano compiere il miracolo!
Nel corso del caffè abbiamo capito perchè le sembrava di avermi già vista: sua figlia piccola e la mia frequentano la stessa scuola e sono nella stessa classe di italiano: ci siamo incrociate ad un colloquio con i professori, in coda.
Le mamme espatriate al seguito di mariti in trasferta sono accomunate da una caratteristica: non lavorano quasi mai. Sì, qualcuna, se proprio vuole, può trovare cose da fare ma in genere sono lavoretti a tempo parziale: lezioni di italiano, babysitteraggi fra amiche... cosette così anche perchè le missioni dei mariti spesso, per non dire sempre, sono a termine e questo è un grosso limite.
Un paio, invece, con mariti assunti in via definitiva da aziende locali, sono alla ricerca di qualcosa di stabile ma con bambini piccoli e titoli di studio italiani e magari una conoscenza "artistica" del francese non è certo una passeggiata.
E così, fra un caffè e un macaron, chiacchierando di viaggi e lavori, ho osato sostenere che "non è proprio necessario lavorare. Avendone la possibilità, si possono senz'altro trovare alternative interessanti"
Ovviamente una tesi così fuori moda ha suscitato i commenti più disparati, alcuni pro e altri contro la mia idea. La più accesa sostenitrice della necessità assoluta di lavorare era Paola che, diceva, vorrebbe davvero trovare qualcosa da fare, magari nell'ambito della moda. Ha raccontato che prima non ha cercato niente perchè la missione di suo marito era per soli 5 anni, poi aveva i bambini piccoli poi era difficile, adesso però forse il momento è giusto.

Adesso. A 60 anni.

Non si è resa conto che, mentre aspettava il momento giusto, l'occasione buona, il grande evento che le avrebbe cambiato la vita, ecco mentre aspettava tutto questo lei ha vissuto, gli anni sono passati. Il tentativo che vorrebbe fare adesso avrebbe dovuto farlo 10 anni fa, ora è tardi.




7 commenti:

  1. Cara Flo, interessante post cara amica.
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso, occorre far tesoro di tutte le esperienze, anche di quelle altrui che, essendo gratuite, sono un dono prezioso!

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  2. Ecco il momento perfetto per commentare. Un angolo di pace mentre aspetto le ritardatarie Coffettine. Dunque.. La tua amica icona di stile. Perché in ritardo? Certo, se si pensa solo alla grande carriera da sbandierare al mondo ancora prima che a se stessi, sì : è innegabilmente in ritardo. Ma non c'è solo quello, e dal tuo racconto non è questo che ho percepito che lei cerchi. Ma forse ho capito male. Non è senza dubbio tardi, e non lo è mai, per cercare di dare inizio a qualcosa che ci piace e che da tempo ci sarebbe piaciuto fare. Così, per noi, per la soddisfazione di dire "sono riuscita, anche se solo adesso, a fare qualcosa di mio". Se poi una ha la straordinaria fortuna di non dover essere lei stessa il sostegno della propria famiglia, direi che sta a cavallo. Quindi, in bocca al lupo alla tua amica. Magari lavorare nella moda le darà qualche spunto utile.. Che mi sa che ne ha bisogno.

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    1. Giuste considerazioni. Però, in lei, io ho visto me fra 10 anni e ho pensato che "aspettare l'occasione" non è una buona strategia.
      Era solo questo...
      E, no, non si tratta di carriere col botto, solo di qualcosa che dia soddisfazione.

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    2. E allora il problema non si pone.. Hai 10 anni di vantaggio per qualcosa che non conosce limiti di tempo. Direi che sei a cavallo

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    3. Vorrei avere la tua fiducia sull'inesistenza di limiti di tempo!

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  3. Beh... scusa se m'intrometto in discorsi "da donna", ma mi pare che "nella moda" qualcosa da fare la tua amica lo abbia trovato. Se si veste come l'hai descritta, soprattutto relativamente al cavallo basso, si vede che il momento giusto è arrivato...
    Un fervido convenevole e sentiti saluti

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