05 gennaio 2026

Le cose non dette

 "C'è intesa, si capiscono con uno sguardo!"

Frottole...

Non ci si capisce con uno sguardo, si immaginano cose che a volte sono vere e altre invece no, e sulla base di queste cose immaginate si costruiscono ragionamenti e vite.

Immaginiamo cose senza neppure la coperta della casualità pura: ci mettiamo dentro i nostri desideri e le nostre paure, tanto per cominciare, gli strascichi di vecchi malintesi mai del tutto compresi, qualche pensiero influenzato da ciò che crediamo ci stia succedendo attorno, una notte insonne oppure, al contrario, un sogno rassicurante; il nostro umore del momento, a sua volta influenzato dalla qualità del primo caffè  del mattino o da quell'odore di smog umido che ti si appiccica alle narici e non ti molla più fino a metà marzo.

Frottole, bisogna parlare, selezionando con cura le parole e strutturando il discorso perché sia il più chiaro possibile, a prova di scemo si diceva anni fa parlando dei documenti per la sicurezza nei cantieri.

A prova di scemo ma, soprattutto, a prova della deliberata cecità di chi vuole disperatamente e inconsapevolmente credere che quella cosa sia bianca e il nero non lo vuole proprio vedere.

 


08 dicembre 2025

Aspetto

Dopo un istante

Lentissimo, silente

Un fiocco cade

03 novembre 2025

Una volta...

È di nuovo una cosa intima, lasciate perdere se non ne avete voglia.

Qualche mese fa, forse l'ultima primavera, ricordo che gironzolavo nervosamente fra l'ingresso, lo studio e il soggiorno di questo appartamento che non sarà mai casa. Avevo voglia di sedermi con mia mamma, una tazza di caffè caldo in mano, a chiacchierare. Mi sarebbe bastato anche sedermi io qui e lei là, il telefono a bruciare i 1000 km di distanza.

Non le ho telefonato. Se avessi chiamato, lei avrebbe ripetuto meccanicamente le stesse 4 frasi che da tempo costituivano il suo repertorio: non va male ma neppure bene, dobbiamo aspettare che passi questo periodo, Tommaso e Matilde sono sempre contenti di fare quello che stanno facendo? poi mi spieghi come si fa la pastina...

Quel giorno non l'ho chiamata: avevo troppa voglia di una vera conversazione fra me e lei, e non l'ho chiamata.

Non sono pentita di non averlo fatto, non è questo, è che fa male la consapevolezza che non le parlerò mai più.

16 ottobre 2025

Mamma

Ora tocca a me, stanotte è il mio turno in ospedale a guardare sul monitor numeri sempre più bassi: pulsazioni, saturazione, atti respiratori, pressione. Gli allarmi che ritmicamente suonano hanno sostituito la sua voce e, finché suonano, significa che lei è ancora con noi.

Ma quei numeri non sono mia mamma, mia mamma è distesa sul letto qui accanto, occupata in una laboriosa sequenza di inspirazioni-espirazioni che consumano le scarse energie che le sono rimaste.

Non passerà la notte, spero: nessuno merita questa agonia, soprattutto non la merita lei.

Ieri, 15 ottobre, era il suo compleanno, abbiamo celebrato 79 anni di vita minuscola: marito, figli e nipoti, sorelle un fratello cognate e cognati e altri nipoti, consuoceri e pochissimi amici. Minuscola se vista da fuori, come milioni di altre vite minuscole che però quando si spengono lasciano un vuoto incolmabile.

Passerà il dolore, passa sempre. Spero solo che per mio padre non sia troppo.

04 settembre 2025

Parlo con te



Le mie parole

Galleggiano un istante

Poi il nero le inghiotte

05 agosto 2025

Cose per cui sono grata

Ho amiche meravigliose (e una cugina e pure un fratello…) che mi ascoltano, mi capiscono e non mi lasciano sola anche se sono diventata una palla monotematica (grazie C, L, M, S, L, S, R, E, M, S, quasi un alfabeto intero…)

Sono in Italia e non si schiatta di caldo

Posso sempre tornare a casa, e “casa” è, di volta in volta, l’Italia, la Francia o l’Inghilterra

Entro ancora nel mio abito da sposa, cosa non scontata alla mia età e con i miei yo-yo ponderali

Mia suocera mi stima, altra cosa assolutamente non scontata

In un mare di seriosità e cupezza, la famiglia di mio marito mi offre momenti di pura leggerezza, dovrei approfittarne di più

Tralascio di citare motivi più ovvi di gratitudine: figli, salute eccetera. Questi, come sempre accade, si notano solo quando mancano

03 luglio 2025

...e quelli tra "gnac & petac"


E poi ci siamo noi, che siamo contemporaneamente troppo giovani per sapere qualcosa della vita e troppo vecchi per avere un qualsivoglia legame con la contemporaneità.

Quelli che quando parlano è sempre sbagliato, che sia coi genitori, coi figli e talvolta anche coi coetanei, fratelli o amiche che siano. "Non è così" è il commento che mi sento rivolgere più frequentemente, talvolta mitigato da un "proprio" messo lì per decenza.

Quelli che devono capire le difficoltà della terza età (dicamo pure quarta, dai...) e quelle dell'adolescenza che fa niente se hanno abbondantemente superato i 20, sempre da adolescenti si comportano. E ci mancherebbe: vivono vite costellate di prime volte, come vuoi che si comportino?!

Quelli che ascoltano le lamentele di tutti: salute e solitudine e amici insensibili e morosi/e dal comportamento inspiegabile e impegni di lavoro e di faccende domestiche, e conti da far quadrare e la fatica, la fatica... 

E noi invisibili, schiacciati fra un "tu sei troppo giovane per capire", un "tu sei troppo vecchia per capire" e a volte "tu sei troppo fortunata per capire".