...e comincia per i Sagittario un periodo di luce e pace.
Che si sbrighi, Nettuno, perché quando è troppo è troppo.
La società che non viene illuminata dai pensatori, finisce ingannata dai ciarlatani - de Condorcet
...e comincia per i Sagittario un periodo di luce e pace.
Che si sbrighi, Nettuno, perché quando è troppo è troppo.
"C'è intesa, si capiscono con uno sguardo!"
Frottole...
Non ci si capisce con uno sguardo, si immaginano cose che a volte sono vere e altre invece no, e sulla base di queste cose immaginate si costruiscono ragionamenti e vite.
Immaginiamo cose senza neppure la coperta della casualità pura: ci mettiamo dentro i nostri desideri e le nostre paure, tanto per cominciare, gli strascichi di vecchi malintesi mai del tutto compresi, qualche pensiero influenzato da ciò che crediamo ci stia succedendo attorno, una notte insonne oppure, al contrario, un sogno rassicurante; il nostro umore del momento, a sua volta influenzato dalla qualità del primo caffè del mattino o da quell'odore di smog umido che ti si appiccica alle narici e non ti molla più fino a metà marzo.
Frottole, bisogna parlare, selezionando con cura le parole e strutturando il discorso perché sia il più chiaro possibile, a prova di scemo si diceva anni fa parlando dei documenti per la sicurezza nei cantieri.
A prova di scemo ma, soprattutto, a prova della deliberata cecità di chi vuole disperatamente e inconsapevolmente credere che quella cosa sia bianca e il nero non lo vuole proprio vedere.
È di nuovo una cosa intima, lasciate perdere se non ne avete voglia.
Qualche mese fa, forse l'ultima primavera, ricordo che gironzolavo nervosamente fra l'ingresso, lo studio e il soggiorno di questo appartamento che non sarà mai casa. Avevo voglia di sedermi con mia mamma, una tazza di caffè caldo in mano, a chiacchierare. Mi sarebbe bastato anche sedermi io qui e lei là, il telefono a bruciare i 1000 km di distanza.
Non le ho telefonato. Se avessi chiamato, lei avrebbe ripetuto meccanicamente le stesse 4 frasi che da tempo costituivano il suo repertorio: non va male ma neppure bene, dobbiamo aspettare che passi questo periodo, Tommaso e Matilde sono sempre contenti di fare quello che stanno facendo? poi mi spieghi come si fa la pastina...
Quel giorno non l'ho chiamata: avevo troppa voglia di una vera conversazione fra me e lei, e non l'ho chiamata.
Non sono pentita di non averlo fatto, non è questo, è che fa male la consapevolezza che non le parlerò mai più.
Ora tocca a me, stanotte è il mio turno in ospedale a guardare sul monitor numeri sempre più bassi: pulsazioni, saturazione, atti respiratori, pressione. Gli allarmi che ritmicamente suonano hanno sostituito la sua voce e, finché suonano, significa che lei è ancora con noi.
Ma quei numeri non sono mia mamma, mia mamma è distesa sul letto qui accanto, occupata in una laboriosa sequenza di inspirazioni-espirazioni che consumano le scarse energie che le sono rimaste.
Non passerà la notte, spero: nessuno merita questa agonia, soprattutto non la merita lei.
Ieri, 15 ottobre, era il suo compleanno, abbiamo celebrato 79 anni di vita minuscola: marito, figli e nipoti, sorelle un fratello cognate e cognati e altri nipoti, consuoceri e pochissimi amici. Minuscola se vista da fuori, come milioni di altre vite minuscole che però quando si spengono lasciano un vuoto incolmabile.
Passerà il dolore, passa sempre. Spero solo che per mio padre non sia troppo.
Ho amiche meravigliose (e una cugina e pure un fratello…) che mi ascoltano, mi capiscono e non mi lasciano sola anche se sono diventata una palla monotematica (grazie C, L, M, S, L, S, R, E, M, S, quasi un alfabeto intero…)
Sono in Italia e non si schiatta di caldo
Posso sempre tornare a casa, e “casa” è, di volta in volta, l’Italia, la Francia o l’Inghilterra
Entro ancora nel mio abito da sposa, cosa non scontata alla mia età e con i miei yo-yo ponderali
Mia suocera mi stima, altra cosa assolutamente non scontata
In un mare di seriosità e cupezza, la famiglia di mio marito mi offre momenti di pura leggerezza, dovrei approfittarne di più
Tralascio di citare motivi più ovvi di gratitudine: figli, salute eccetera. Questi, come sempre accade, si notano solo quando mancano