18 novembre 2023

17 novembre 2023

12/30 - Dubbi

Chissà se il cielo di Roma batterà questo...

16 novembre 2023

11/30 - Arte

È una semplificazione estrema, lo so, addirittura una banalizzazione, ma riducendo tutto a un essenziale semplicistico, potrei provare a dire che in passato l'arte serviva a descrivere la realtà. Oggi, invece, potendo contare su fotografie, registrazioni audio e riprese video, l'arte viene usata per interpretare la realtà, per rendere concretamente intelligibile ciò che rimarrebbe altrimenti sotto la superficie dei fatti. (Per questo, ad esempio, non riesco a considerare arte l'iperrealismo, per me una vuota dimostrazione di abilità tecnica.)

Come giudicare altrimenti questo:


Non siamo forse noi, con il nostro quotidiano arrancare, la borsa pesante di delusioni e fatica, il nostro desiderio di essere altrove? Questo immenso lavoro racconta molto più di quello che si vede.

Oppure questa:


L'ho trovata un una galleria a Lille, credo che sia di Isabel Miramontes, artista spagnola di nascita e belga di formazione (l'avrei anche comprata se le mie finanze me l'avessero permesso...) Non riesco a vederci altro che l'ostinazione di procedere nonostante tutto. E ancora fatica, ma tanta...

E ancora questa:


Opera del 2016 di Laura Ford, si trova a Oslo, nei giardini che circondano l'antica fortezza Akershus. Ancora fardelli da portarsi dietro, ancora desiderio di essere altrove, sempre la stessa fatica. (Volendo, qui se ne possono apprezzare i dettagli) 

Quello che mi sembra incredibile è che, pur vivendo in un luogo, storicamente e geograficamente inteso, che ci ha sollevato dalla fatica fisica per molte delle nostre necessità quotidiane e professionali, ci siamo caricati di una mole di fatica emotiva e psicologica cosi grande da riuscire a vanificare i vantaggi della tecnologia.

È notevole che un francese, una spagnola e una inglese sentano il bisogno di rappresentare la stessa idea: il mondo occidentale è questo?

Forse zappare la terra protegge dalla depressione.  

15 novembre 2023

10/30 - Paese che vai...

Se in Inghilterra una perdita dalla vasca da bagno del primo piano causa una macchia marrone sul soffitto del piano di sotto, l'inquilino modello chiama l'agente del padrone di casa (loro, i padroni di casa, non si vedono mai...) che provvede a chiamare l'idraulico. L'idraulico viene, in tempi dipendenti dalla gravità del danno, toglie le scarpe appena oltrepassa la soglia e va direttamente in bagno. Controlla, guarda e ravana. Se la riparazione richiede interventi costosi, rimette tutto com'era e prepara un preventivo. Se invece si tratta di poche decine di sterline, va a comprare i pezzi di ricambio necessari alla riparazione minima indispensabile, torna entro dieci minuti, aggiusta, rimette le scarpe e se ne va. Resta la macchia, ovvio. Per questa arriva l'imbianchino che chiede a me se la macchia si stia ancora allargando e, in casi di risposta negativa, mette uno straccio a pavimento, prende una latta di pittura bianca e un pennello e ritocca esattamente la macchia, non un cmq più di quanto strettamente necessario. Fanno il minimo, ma lo fanno subito.

In Francia no, qui è tutto diverso.

Quando siamo entrati nell'appartamento, era novembre, l'agente ci ha mostrato una macchia marroncina sul soffitto di uno dei bagni, raccontandoci di una perdita vecchia di alcuni mesi, ormai già riparata, e per la quale la ditta  Vattelapesca è stata incaricata della tinteggiatura. M. Vattelapesca è venuto 4 volte, armato di igrometro e portatile, a misurare l'umidità residua, segnando i risultati delle misurazioni su un apposito foglio excel. Una volta raggiunto il valore di legge, ha fissato una apposito appuntamento al quale si è presentato con tutto il necessario per l'esecuzione del lavoro. Alla fine, mi ha chiesto di firmare una "attestazione di esecuzione dell'intervento" con la quale avrebbe potuto chiedere il pagamento all'assicurazione. Era maggio. Non è stato ancora pagato.

Ho una tapparella rotta dalla fine della primavera, il tapparellista è venuto già 3 volte ma la mia tapparella lì era e lì è ancora.

Fanno tutto perfettamente, ma non lo fanno mai.

14 novembre 2023

9/30 - Democracy dies in darkness


Sentivo stamattina che questo è il motto del The Washington Post, e non è molto diverso da ciò che diceva de Condorcet, solo un po' più moderno.

Potrei, e lo stavo facendo, elencare le situazioni nelle quali l'ignoranza fa più danni, ma sarebbe del tutto inutile, le conosciamo tutti. Sappiamo anche che la scuola ha le sue pesantissime responsabilità, così come internet e la televisione: ormai confondere l'informazione con la conoscenza e la conoscenza con la cultura non suona più neppure strano.

Gli obiettivi della scuola sono stati trasformati dal fornire conoscenze al fornire competenze, che significa banalmente accontentarsi di sapere come fare una cosa senza bisogno di capire perché la si deve fare in un modo anziché in un altro. Durante il mio tirocinio in UK, uno dei miei tutor (uomo sui 45 anni, disilluso e triste) mi ha sollecitata con un "ti ha chiesto al formula, dagli la formula", e questo racchiude in sé l'abisso. 

Mi domando solo se l'impoverimento culturale sia una conseguenza indesiderata di scelte sbagliate o non sia invece il vero obiettivo della politica, quantomeno di quelle occidentali. 

13 novembre 2023

8/30 - I bimbi crescono, le mamme...

Ha organizzato la "Chemistry dinner" dello scorso anno: una 50ina di invitati, aperitivo, cena e free bar; ha chiesto (e ottenuto) alla prof What's-her-name la disponibilità per una chiacchierata informale con gli studenti del terzo anno sulla procedura di prenotazione dei laboratori; sta organizzando una riunione con tal Angie, docente responsabile del corso di chimica del suo college, per discutere dell'orario degli studenti del primo anno perché "loro sono piccoli: se non ce ne occupiamo, noi chi lo fa?" 
Non ha preso da me, decisamente.

12 novembre 2023

7/30 - Mai dire mai


Ho sempre avuto il pollice verde... acido: uccidevo tutto, anche le piante di plastica...

Poi, come sia successo resta un mistero, ho imparato. 

Ho una dracena comprata all'Ikea (giuro, all'Ikea: luce artificiale, aria da ventilazione forzata, gente che struscia, acqua se capita), che ha resistito a un trasloco internazionale e alle mie cure con impareggiabile nonchalance.

Ho un'orchidea bianca bordata di rosa, comprata in un vivaio di piante poco dopo il mio arrivo in Francia, che mette foglie su foglie.

Ho una guzmania comprata al supermercato di fronte al banco del pesce (ghiaccio e aria gelida...) che ha già prodotto un paio di piantine nuove

Ho un terrario invaso di fittone e photos e altre piantine a me totalmente sconosciute. Ma il fatto straordinario è che ho preso un rametto di photos con due foglie e una radichetta che era di troppo e l'ho trapiantato senza nutrire alcuna speranza e invece sta nascendo una terza fogliolina!

Ho fatto germinare un seme di avocado, ottenendo una piantina alta circa 70 cm col suo bel ciuffetto di foglie verdissime e sane. Sto riprovando col mango, non sono riuscita la prima volta ma, vista la serie di successi, meglio approfittare ;-)

Ho sul balcone meridionale aromatiche varie e un vaso di simil-margherite che mi hanno rallegrato la vista per mesi nonostante il sole battente e, adesso, il freddo dell'autunno della Francia settentrionale. 

E, come farebbe ogni programmatore (se funziona, non farti domande), non indago e proseguo.