Papa': ehi rospo grande fammi vedere i tuoi tricipiti!!
Rospo Grande, tutto orgoglioso facendo i muscoli stile Braccio di Ferro: ecco papà, guarda!!!
Papa', tronfio e sorridente, tira su bene la manica della polo e, copiando il gesto di RG con posa plastica, dice: sarà mica un tricipite quello?!? Guarda qui!!!
Rospo Piccolo: hi hi hi papà, ti si vedono i peli delle ascelle!!!
La società che non viene illuminata dai pensatori, finisce ingannata dai ciarlatani - de Condorcet
13 ottobre 2012
12 ottobre 2012
Rospo grande, chi sei?
Stamattina il rospo grande (maschio, 10 anni) si è infilato nel lettone a farsi fare un paio di coccole in attesa che si liberasse il bagno. Le coccole, si sa, sono più soddisfacenti se, fra un grattino e una carezza, si chiacchiera...
Rospo Grande: mamma posso farti una domanda?
Mamma: certo (ronfff...)
RG: ma poi non pensi che io sia strano?
M: non so, tu prova (ronfff...) poi ti dico
RG: mamma, a te piace la tua vita?
M: (improvvisamente... bling! apro occhi, orecchie e cervello!!!) si certo, mi piace la mia vita.
RG: sai, anche a me piace un pochino, in realtà io mi sento vuoto
M: in che senso ti senti vuoto?
RG: non perche non ho una fidanzata, non è questo, è che io non ho figli
M: ...
RG: beh, certo, sono piccolo, ma sono curioso di conoscerli: chissà come saranno e chi saranno i miei figli...
M: ... si, anch'io ero curiosa di conoscerti: è stato divertente conoscerti (lo è ancora !)
RG: mamma...
M: dimmi
RG: ma a che età inizia l'età della stupidera?
M: diciamo fra i 13 e i 14 anni, a volte un po' prima a volte un po' dopo. A me un po' dopo
RG: bene, allora ho ancora 3 o 4 anni di tempo!!
M: è un sollievo. Papà è uscito dalla doccia: ora vado io, poi ti chiamo.
RG: mamma, mi copri che ho freddo? ... ronfff
Si ricorderà di questa conversazione? O l'avrà sognata?
Rospo Grande: mamma posso farti una domanda?
Mamma: certo (ronfff...)
RG: ma poi non pensi che io sia strano?
M: non so, tu prova (ronfff...) poi ti dico
RG: mamma, a te piace la tua vita?
M: (improvvisamente... bling! apro occhi, orecchie e cervello!!!) si certo, mi piace la mia vita.
RG: sai, anche a me piace un pochino, in realtà io mi sento vuoto
M: in che senso ti senti vuoto?
RG: non perche non ho una fidanzata, non è questo, è che io non ho figli
M: ...
RG: beh, certo, sono piccolo, ma sono curioso di conoscerli: chissà come saranno e chi saranno i miei figli...
M: ... si, anch'io ero curiosa di conoscerti: è stato divertente conoscerti (lo è ancora !)
RG: mamma...
M: dimmi
RG: ma a che età inizia l'età della stupidera?
M: diciamo fra i 13 e i 14 anni, a volte un po' prima a volte un po' dopo. A me un po' dopo
RG: bene, allora ho ancora 3 o 4 anni di tempo!!
M: è un sollievo. Papà è uscito dalla doccia: ora vado io, poi ti chiamo.
RG: mamma, mi copri che ho freddo? ... ronfff
Si ricorderà di questa conversazione? O l'avrà sognata?
11 ottobre 2012
Mi mancheranno...
Non c'è verso, non riesco a scrivere questo post!
Da giorni ormai apro, scribacchio e richiudo; penso e ripenso; ci giro attorno, rileggo poi cancello.
Ma perchè mi riesce cosi difficile? Non voglio dire nulla di straordinario, nessuna profonda perla di saggezza, niente che possa cambiare la vita a chicchessia... Nulla, eppure non riesco.
Non riesco a dire che fra qualche anno, quando saranno adolescenti, mi mancheranno i miei figli bambini.
Mi mancherà questa loro splendida età, ora che sono sufficientemente grandi da poterli considerare e trattare da persone razionali e intelligenti, già sufficientemente indipendenti da poterli lasciare andare un po', ma non troppo, così da poterli anche trattenere; ai quali dare spiegazioni quando ne chiedono ma solo dopo aver sollecitato riflessioni che, me ne avvedo sempre più frequentemente, sono in grado di fare autonomamente.
Mi mancheranno questi anni: chiedono coccole nel lettone o, in alternativa, di andare a dormire a casa di un'amica, si fanno leggere un libro pima di andare a dormire ma poi, quasi di nascosto, ne leggono uno ciascuno e chissà a che ora spengono la luce.
Lei che chiede di fare i buchi alle orecchie mentre si fa pettinare i capelli prima della lezione di danza, lui che racconta di essere stato strapazzato dall'allenatore di basket facendosi fare i grattini alla schiena. E intanto restano da soli a casa sempre più a lungo, studiano e ripetono senza bisogno di aiuto, fanno e disfano borse e cartelle, lui si fa anche la lavatrice con la divisa della squadra!
Sempre più grandi e più indipendenti ma ancora bambini, ancora "miei".
Lui osserva, smarrito e stupefatto, orde di studenti delle superiori: li trova brutti, disordinati, spettinati e volgari (a volte è vero!) e li confronta con se stesso, lui così lindo, pettinato, ordinato con il suo grembiulino blu della scuola e le mutande ben nascoste sotto i pantaloni (!) e mi chiede di "promettergli" che non diventerà mai come loro... dipendesse da me!
Lei osserva e non capisce gli atteggiamenti (e i corpi!) di quelle ragazzine che solo pochi mesi fa erano bambine come lei e oggi sono un passo avanti: in brufoletto, un accenno di seno, il carattere non più solare e semplice ma già un po' ombroso e scostante, la voglia di uscire da sole con le amiche...
La preadolescenza è dietro l'angolo e io non voglio, non sono pronta...
Ecco, stavolta sono arrivata in fondo ma che fatica.
Da giorni ormai apro, scribacchio e richiudo; penso e ripenso; ci giro attorno, rileggo poi cancello.
Ma perchè mi riesce cosi difficile? Non voglio dire nulla di straordinario, nessuna profonda perla di saggezza, niente che possa cambiare la vita a chicchessia... Nulla, eppure non riesco.
Non riesco a dire che fra qualche anno, quando saranno adolescenti, mi mancheranno i miei figli bambini.
Mi mancherà questa loro splendida età, ora che sono sufficientemente grandi da poterli considerare e trattare da persone razionali e intelligenti, già sufficientemente indipendenti da poterli lasciare andare un po', ma non troppo, così da poterli anche trattenere; ai quali dare spiegazioni quando ne chiedono ma solo dopo aver sollecitato riflessioni che, me ne avvedo sempre più frequentemente, sono in grado di fare autonomamente.
Mi mancheranno questi anni: chiedono coccole nel lettone o, in alternativa, di andare a dormire a casa di un'amica, si fanno leggere un libro pima di andare a dormire ma poi, quasi di nascosto, ne leggono uno ciascuno e chissà a che ora spengono la luce.
Lei che chiede di fare i buchi alle orecchie mentre si fa pettinare i capelli prima della lezione di danza, lui che racconta di essere stato strapazzato dall'allenatore di basket facendosi fare i grattini alla schiena. E intanto restano da soli a casa sempre più a lungo, studiano e ripetono senza bisogno di aiuto, fanno e disfano borse e cartelle, lui si fa anche la lavatrice con la divisa della squadra!
Sempre più grandi e più indipendenti ma ancora bambini, ancora "miei".
Lui osserva, smarrito e stupefatto, orde di studenti delle superiori: li trova brutti, disordinati, spettinati e volgari (a volte è vero!) e li confronta con se stesso, lui così lindo, pettinato, ordinato con il suo grembiulino blu della scuola e le mutande ben nascoste sotto i pantaloni (!) e mi chiede di "promettergli" che non diventerà mai come loro... dipendesse da me!
Lei osserva e non capisce gli atteggiamenti (e i corpi!) di quelle ragazzine che solo pochi mesi fa erano bambine come lei e oggi sono un passo avanti: in brufoletto, un accenno di seno, il carattere non più solare e semplice ma già un po' ombroso e scostante, la voglia di uscire da sole con le amiche...
La preadolescenza è dietro l'angolo e io non voglio, non sono pronta...
Ecco, stavolta sono arrivata in fondo ma che fatica.
10 ottobre 2012
27 settembre 2012
Chi mi assomiglierà di più?
Ho risposto ad un annuncio di ricerca personale: descriveva proprio me.
Se l'avessero tagliato su di me, sulle mie esperienze e sulle mie capacità non avrebbero potuto farlo meglio, è il mio ritratto sputato.
Ho risposto, dicevo, insieme ad altre 86 persone... troveranno qualcuno che mi somigli più di quanto non mi somigli io?
Se l'avessero tagliato su di me, sulle mie esperienze e sulle mie capacità non avrebbero potuto farlo meglio, è il mio ritratto sputato.
Ho risposto, dicevo, insieme ad altre 86 persone... troveranno qualcuno che mi somigli più di quanto non mi somigli io?
25 settembre 2012
Aspettando risposte
Se esiste al mondo una qualità che proprio non mi appartiene, questa è la pazienza.
Con l'età ho imparato a dominare l'ansia da attesa, ma sempre di ansia si tratta e di controllo cosciente e consapevole.
Ho sempre atteso con ansia il mio compleanno e poi Natale, le interrogazioni a scuola e gli esami al poli, l'esito di un test di gravidanza o i risultati di un esame di ammissione, sempre con ansia. La capacità di "controllo consapevole" si è affinata col tempo, ma non appena mi distraggo ecco l'ansia prendere il sopravvento. Così diventano pesanti da superare i momenti di dormiveglia, o certi istanti nei quali, dopo una immersione totale in qualcosa di estraniante (una canzone, la pagina di un libro...), all'improvviso il cervello si riconnette.
In queste settimane sto aspettando risposte, alcune delle quli potrebbero cambiare completamente la mia vita e quella delle persone a me più care...
Siate pazienti, se potete, e sopportatemi!
Con l'età ho imparato a dominare l'ansia da attesa, ma sempre di ansia si tratta e di controllo cosciente e consapevole.
Ho sempre atteso con ansia il mio compleanno e poi Natale, le interrogazioni a scuola e gli esami al poli, l'esito di un test di gravidanza o i risultati di un esame di ammissione, sempre con ansia. La capacità di "controllo consapevole" si è affinata col tempo, ma non appena mi distraggo ecco l'ansia prendere il sopravvento. Così diventano pesanti da superare i momenti di dormiveglia, o certi istanti nei quali, dopo una immersione totale in qualcosa di estraniante (una canzone, la pagina di un libro...), all'improvviso il cervello si riconnette.
In queste settimane sto aspettando risposte, alcune delle quli potrebbero cambiare completamente la mia vita e quella delle persone a me più care...
Siate pazienti, se potete, e sopportatemi!
30 agosto 2012
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