22 giugno 2011

Io in dieci punti

Vediamo...
1) da piccola volevo fare la ballerina; soffro ancora per il rimpianto.
2) ho pochissima memoria: dimentico i libri che ho letto, i film che ho visto e i dischi che ho ascoltato. Dimentico anche le offese e le cattiverie subite e non è sempre una bella cosa.
3) continuo ad ingrassare e a dimagrire, nel mio guardaroba trovo indumenti di tre taglie diverse.
4) ero molto romantica, adesso faccio finta di esserlo meno. Sono stata, sono e sarò sempre molto coccolona
5) piango: al cinema, leggendo, ascoltando o cantando, ultimamente mi commuovono anche le pagelle dei miei figli!
6) in un certo periodo della mia vita ho sofferto moltissimo: un dolore sordo e senza speranza, che mi toglieva il sonno e l'appetito. Poi ne sono uscita. Ora sono più forte perchè so che se ne può uscire. So che tornerà, spero per cause diverse ma tornerà...
7) se mia mamma dovesse descrivermi non direbbe che sono una persona dolce ma che sono una donna forte; prima mi faceva arrabbiare, ora so che è un complimento.
8) non sono nata per stare da sola, la mia condizione naturale è al centro di una famiglia e di un gruppetto di amici.
9) non sono capace di mentire, piuttosto taccio. A volte, per convenzioni sociali, una piccola bugia non stonerebbe (ma che bel bambinoooo, ma come ti sta bene quella gonnaaaa, adoooro questo taglio di capeeeelliiii... bleah!!!)
10) mi piace parlare di politica, solo che finisco per litigare perciò cerco di trattenermi.

April - ho raccolto il guanto che mi hai lanciato: sono stata brava?

13 commenti:

  1. Mi piace questo meme, mi piacciono i meme, dentro di essi c'è sempre la verità, amo la verità. Infatti il punto 9 mi ricorda la vista della camera da letto di una coppia di amici, freschi sposi, all'esibizione orgogliosa del testaletto di fattura artigianale con un dipinto dai colori orribili, esclamai:"E'... originale!"
    Saluti. Beppe S.

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  2. molto brava, sono soddisfatta.
    nn ti facevo né coccolona né smemorata....
    un bel risultato, visto quanto ci si frequenta!

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  3. 1) da piccola volevo lavorare nella Walt Disney: ho sempre apprezzato le sue animazioni sia da un punto di vista artistico che di "rivisitazione" psicologica delle fiabe;
    2) idem;
    3) sono di più le volte che ingrasso; al mio guardaroba ho applicato il divieto di rinnovarsi;
    4) idem;
    5) piango quandp vedo i film della Guzzanti e tutto quello che mi ricorda la vita in un sistema mafioso; mi commuovono le scene affettive tra genitori e figli;
    6) ho risofferto quello che avevo sofferto da giovane: ho così scoperto che la mia famiglia aveva adottato la stessa "politica" che poi ho ritrovato nel lavoro; ne uscirò...
    7) mia mamma non si è mai preoccupata di volermi conoscere;
    8) idem;
    9) idem; le uniche piccole bugie che si possono dire sono quelle che ti permettono di stare fuori dal sistema (mafioso);
    10) idem.

    Che gioco simpatico!

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  4. Sara
    3) se ingrassi come può il tuo guardaroba non rinnovarsi? Lo chiedo perchè il problema mi tocca da vicino...
    7) hai detto una cosa molto triste. Posso chiederti in che senso?

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  5. Beppestarnazza
    grazie di essere passato.
    In effetti è imbarazzante quando qualcuno ti mostra qualcosa di cui è moooolto orgoglioso e tu non trovi le parole mentre cerchi invano di mascherare la fin troppo eloquente espressione del tuo viso...
    PS: carino il tuo nome ;-))

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  6. 3) indosso gli unici vestiti che non mi stringono (ne ho sempre doppi, per poter avere il cambio) e ... stringo i denti di fronte alle critiche (faccio finta di non sentirle). Nel frattempo, mi chiedo come mai non riesca a trova una motivazione abbastanza forte per dimagrire.

    Problema comunque superato: adesso sto dimagrendo e spero che continui così ancora per un po'.

    7) mia mamma è la persona più pigra che io conosca (è una donna che avrebbe avuto il coraggio di affrontare qualsiasi cosa, ma la pigrizia l'ha sempre frenata): per questa sua pigrizia, non si mette mai in discussione e ama percorrere strade già tracciate o già percorse da altri.
    Ho una sorella più vecchia di me che ha solo 10 mesi e mezzo più di me: la mamma ci ha fatte vicine perché anche dei miei zii hanno avuto figli così vicini e perché io potessi fare "compagnia" a mia sorella.

    Tutti ci hanno sempre scambiato per gemelle (a me e a mia sorella).

    Così è stato che tutto quello che andava bene a mia sorella andava "sicuramente" bene anche per me.

    Sono cresciuta all'ombra di mia sorella (la frase è di mia madre).

    Quando cercavo di manifestare la mia identità, finivo sempre col diventare una figlia capricciosa e basta. Se stavo male, non era possibile, se non stava male anche mia sorella. Se una cosa non mi piaceva (da adulta ho scoperto che quei cibi mi facevano male), non poteva che essere un dispetto. Se provavo dolore quando la mamma mi tagliava le unghie dei piedi (ancora oggi non lo posso fare se prima non metto i piedi a bagno almeno per mezz'ora), sembrava che lo facessi per attirare l'attenzione su di me. Sono stata, insomma, una figlia gelosa della sorella. Non ho mai osato dire che un vestito non mi piaceva...

    Adesso mia madre si vergogna ancora di me, soprattutto perché non so vestirmi (l'altro motivo è che oso ribellarmi al sistema e per questo motivo sono stata costretta a uscire di casa senza ancora aver terminato l'università e senza un lavoro).

    I miei amici sono la mia famiglia. E mi coccolano tanto!

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  7. Sara
    Il problema dell'identità dei gemelli (veri o presunti) è vecchio come il mondo. Chi non ha mai visto coppie di bambini vestiti e pettinati nello stesso modo, in barba alle auspicabili differenze di gusti e personalità? Anche le favole ne sono piene.
    Mio papà ha 11 mesi meno di mio zio; non so se all'epoca mia nonna avesse cercato questa seconda gravidanza, non credo. E' stato spedito a balia (all'epoca usava così) a pochi giorni di vita perchè la nonna non poteva occuparsi di due bambini, e là "dimenticato" per quanto tempo non so, poi rispedito periodicamente dalla balia per i quattro mesi estivi. Quanto affetto può aver sviluppato mia nonna nei confronti di mio papà? Mistero...
    Mio papà è passato direttamente dalla 4 elementare alla prima media, così da poter sfruttare i libri di mio zio, poi tenuto a casa mentre lo zio frequentava la prima ragioneria, perchè il nonno aveva bisogno di aiuto in tipografia. Poi, dietro le sue (di mio papà) insistenze, hanno accondisceso, bontà loro, a fargli frequentare le superiori, però ragioneria, così da usare ancora i libri di mio zio, e comunque direttamente in seconda. Poi, non so come, è passato a geometra: finalmente ha scelto lui. Mio papà è cresciuto all'ombra di suo fratello.
    Poi l'ha ampiamente surclassato! E son soddisfazioni;-))
    Tua mamma si vergogna di te... ne sei sicura? Che tipo sono tua mamma e tua sorella?

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  8. Io invece l'avevo già detto nel post dei cento punti che ti facevo coccolona e romantica. Non ho detto proprio così ma ricordo che il senso era quello.

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  9. Mia mamma e mia sorella vivono in completa simbiosi, quantunque mia sorella abbia marito e figli; mia mamma non coltiva amicizie, mia sorella molto poche. Pensano che il mondo sia dei furbi e credono di esservicisi adeguate. Sono infine convinte che quello che conta, nella vita, sia apparire in ordine. E' vero, sono sempre in ordine: mai nemmeno un pelo fuori posto. Solo, però, che appaiono poco, perché sono tutte casa e centri commerciali. Non sono capaci di affrontare il mondo e trovano la scusa che esporsi significhi andarsi a cercare i guai. Io sono una che i guai, invece, se li è sempre andati a cercare.
    Non ho ancora dimostrato loro che affrontare la vita prima o poi ti fa trovare la tua giusta collocazione e le "dovute" soddisfazioni. Per me non sono ancora arrivate e quindi i fatti continuano a dare ragione a loro. In ogni caso, avrebbero sempre ragione loro, perché io non imparerò mai ad abbigliarmi nel loro modo (le capacità e il rigore professionali sono qualcosa che passa in secondo piano).
    Mia sorella ed io abbiamo fatto sempre le stesse scuole, nella stessa classe: solo alle superiori, in classi diverse. Insomma, non sono mai sfuggita ai controlli. All'Università sì, finalmente!

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  10. Magari tua mamma non si vergogna di te, solo non sa come parlarti o non trova argomenti in comune. Magari non è proprio esatto che tua mamma non si sia mai presa la briga di conoscerti davvero, magari ci ha sinceramente provato ma non è riuscita o non siete riuscite a comunicare: conoscere qualcuno che si nega è impossibile.
    Ovviamente non ti sto dicendo nè che sbagli nè che menti, dico solo che magari esiste un'altra risposta.
    Sai, sono mamma di due bambini meravigliosi: una bambina sempre (ma proprio sempre!) felice e un bambino spesso triste. A volte capisco l'origine del suo disappunto (la fine di una festa, la fine della sua mezz'ora di wii...) a volte non lo capisco e passo ore ad interrogarmi sul motivo. Forse mi sfugge qualcosa di importante, forse è solo troppo riflessivo e si fa problemi che non esistono, forse non sono sufficientemente intuitiva ma sicuramente non sono disattenta nè distratta nè pigra.
    Occorre, anche coi genitori, un po' di quella pazienza che porta a "sospendere il giudizio" fino a quando si avranno tutti gli elementi per giudicare. Occorre cancellare i pregiudizi e permetter loro di svelarsi come se fossero persone mai conosciute prima. E' un lavoro faticoso ma potrebbe riservare grosse sorprese e ne vale la pena.
    Questa sensazione di incomprensione che ha acocmpagnato la tua vita deve averti fatto soffrire molto, ne sono sinceramente dispiaciuta.
    Un abbraccio

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  11. Ti ringrazio, nonhotempo, sei molto gentile e generosa.
    A differenza di te (e di me, anche se non sono mamma) a mia mamma non è mai piaciuto mettersi in discussione (solo quando ha acquistato qualcosa che non le va più bene e cerca qualcuno a cui rifilarla, per non fare la fila alla piazzola comunale).
    Solo una cosa capisco di mia mamma: è sempre stata combattuta tra due fuochi: se avesse fatto contenta me, avrebbe dato un dispiacere a mia sorella. Delle due, le è sempre costato meno non accontentare me.
    Da piccola ho sempre desiderato scoprire un giorno che quella non fosse la mia vera famiglia e che i miei veri genitori fossero altri.
    Le dinamiche umane sono sempre molto complesse e non è facile farsi un'opinione che sia particolarmente vicina alla realtà; tuttavia, resto sempre dell'idea che la cosa peggiore che mi potrebbe capitare sia di incontrare un mago che mi faccia tornare indietro nel tempo, a quando vivevo in famiglia.
    Avrei perdonato qualsiasi cosa ai miei genitori, se solo non avessero voluto vedere noi figli come strumenti per il proprio prestigio o la propria immagine.
    Mi dico spesso che mi hanno messo al mondo, poi si sono impossessati della mia vita, l'hanno fatta a pezzi e l'hanno buttata via... Quando ho lasciato quella casa ho dovuto raccogliere tutti quei cocci e ricostruirmi
    da zero (gli amici in questo sono stati molto preziosi e bravi, soprattutto per quella loro capacità di sbattermi sempre in faccia tutti i miei difetti e dimostrarmi che con quelli non sarei andata da nessuna parte; mi hanno aiutato molto e hanno saputo farmi tirare fuori la parte migliore di me).
    Nella vita, poi, ho sempre incontrato persone straordinarie, da cui non ho mai smesso di imparare cose sempre nuove.
    Come straordinario è anche il mio compagno, che ho incontrato proprio nel paese in cui desideravo fin da piccola di venire a vivere.
    Naturalmente, però, non voglio monopolizzarti questo post e non voglio scendere in ulteriori particolari.
    Grazie per tutto lo spazio, il tempo e le parole che mi hai dedicato.
    Mi piace molto come osservi i tuoi figli e le riflessioni che fai su di loro. Non esitare mai a chiedere a loro se ti stai comportando come una brava madre: oltre ad aiutare te, questo consente anche a loro di imparare ad esprimere i propri sentimenti.
    L'abbraccio è piacevolmente accettato...

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  12. Sara
    Mi sembri una bella persona. Non sono ovviamente nella posizione di dare consigli perciò me ne astengo. Accolgo pero' il tuo: domanderò ai miei figli se come mamma sono brava oppure non proprio, magari ai do saranno più grandini!

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  13. Ti ringrazio...
    Una curiosità: i tuoi figli ti hanno mai domandato: «Mamma, perché fai così?»
    Sia che lo abbiano fatto che non lo abbiano fatto, credo che la motivazione sia che stiano bene con la loro mamma.
    Auguroni!
    Ti mando questo simpatico link (qualcosa di buono esiste anche da noi...):
    http://www.ugofurlan.it/
    Ciao!

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