11 giugno 2024

È tutta colpa mia

Vado in Inghilterra e quelli votano Brexit. Mi trasferisco in Francia e Le Pen fa il botto.
Vuoi vedere che porto sfortuna???

07 giugno 2024

K




Si scrive Key ma si legge come Kay: le volontarie di quel gattile non si curano molto di tali sfumature linguistiche. Sembra più grossa di sua sorella Dana, ma è tutto pelo; golosissima, è lei che mangia di più, arrivando a tirare a sé il piattino col tonno, ma pesa parecchio di meno; timida e scontrosa, sta parecchio per i fatti suoi, passando interi pomeriggi nascosta sotto le coperte di qualche letto, ma quando decide di far le fusa fa vibrare il divano e cigola, perfino. 


Musetto tondo e pelo d'angora, salta e le scappa col didietro in derapata quando gioca con sua sorella che, coda gonfia e ringhio minaccioso, passa il tempo a darle la caccia lungo il corridoio: Dana di nome e di fatto!

05 giugno 2024

A piedi nudi nel parco


In questo momento del giorno, quando il sole leva le tende e le famiglie raccolgono bambini, tovaglie e lattine vuote, quando l'aria già rinfresca ma la terra è ancora calda sotto piedini mai stanchi, quando le ultime auto ripartono verso casa, trascinando uno strascico di polvere, odore e rumore, quando il ricordo svanisce ed esordisce l'attesa, resta ciò che è: l'erba fresca fra le dita dei piedi, l'aria tiepida e finalmente calma, il profumo dei tigli, il trillo dei cardellini e il brusio di miriadi di insetti.

17 maggio 2024

J


Quando mi sono trasferita a Strasburgo, con tutto un anno di semi-vacanza davanti a me, mi sono iscritta a tutti i corsi che ho trovato: storia dell'architettura, francese, yoga, acquerello e chi più ne ha più ne metta. Mi sono anche comprata una bici con la quale scorrazzavo allegramente fra parchi e foreste, lungo i canali e fra stradine pittoresche. Ho conosciute gente e stretto amicizie, una delle quali resiste al tempo e alla distanza.
Quando mi sono trasferita a Manchester, parlando inglese come Aldo Giovanni & Giacomo (on de marciapaid...), mi sono iscritta prima a un corso di inglese e poi all'università, ho fatto volontariato per due associazioni diverse e ho lavorato come insegnante di italiano prima e di matematica dopo, mai-dico-mai pensando che l'età fosse un parametro. Mai.
Quando mi sono trasferita a Lille, no... qualcosa è cambiato. Sono sempre stata una "expat", ora mi sento "moglie al seguito". Guardo corsi di francese in presenza e mi blocco pensando che mi ritroverei in aula con universitari e mi sento ridicola. Faccio yoga con le vecchiette del mio palazzo: loro ammirano la mia agilità, io mi sento come quella pubblicità... ti piace vincere facile! Riduco verdure a cubetti per il minestrone da mettere nel freezer e stiro camicie ascoltando audiolibri come mia madre ascoltava i radiodrammi quando ero bambina. Mi preoccupo se i miei figli non mi mandano almeno un buongiorno al mattino e una buonanotte alla sera, in italiano così so che nessuno ha rubato loro il cellulare (che poi, chi se lo piglia il Nokia-da-nonno di Tommy???), preparo un caffè e vaporizzo acqua decalcificata sulle piante, guardandole crescere.
Perché J?
J, in francese si pronuncia come la parola "je" che significa "io"

 

02 maggio 2024

I


Passi anni a sentirti raccontare che non esiste la radice quadrata di un numero negativo, poi arriva il creativo di turno e si inventa che la radice di -1 si chiama i e con questo stratagemma risolve il problema.

Succede appena cominci a giocare con la matematica: in seconda elementare ti raccontano che non puoi sottrarre un numero grande da uno piccolo, ma i numeri negativi ti aprono la strada; che non puoi dividere un numero per un altro se il primo non è multiplo del secondo, ma poi ecco le frazioni et voilà; che non si può calcolare la lunghezza di una circonferenza conoscendo il raggio e invece basta un π.

Un abracadabra che crea ciò che serve, semplicemente dicendolo.

Fosse tutto così facile...

26 aprile 2024

Divisivo?

"... solo in Italia la parola destra è considerata sinonimo di fascismo..."
Cazzullo qui

24 aprile 2024

H


Trasforma una preposizione in un verbo, un verbo in un'esclamazione. Non si sente e non si pronuncia, ma guai a dimenticarsene. Come lo zero in matematica: sembra inutile finché non ci si pensa.

Per vicende di salute in declino e di età che avanza, mio padre da tempo sostituisce mia madre in alcune delle sue, un tempo totalmente invisibili, faccende. Al telefono un giorno mi ha detto che "ah però mica leggero il lavoro della casalinga!" Eccola, l'H.

In un libro dal titolo "The courage to be disliked" si parla, in un capitolo che non ricordo, del valore delle persone. Il giovane sostiene che solo chi lavora e guadagna ha un valore, il vecchio gli suggerisce di provare a immaginarsi al capezzale di suo nonno o di sua madre e di tentare di sentire le sue emozioni in quella circostanza. Ecco, conclude il vecchio, "il tuo dolore è la misura del loro valore". Altre H.