18 novembre 2015

Voglia di leggerezza



I tg, tutti, parlano ovviamente di Parigi. I talk show pure. Anzi, più spesso gridano di Parigi. Tutti hanno una ricetta, tutti hanno LA risposta, LA spiegazione.

I miei ragazzi a scuola osservano minuti di silenzio per Parigi, riflettono su islam, terrorismo, migrazione. Leggono, anche, leggono moltissimo. Poi analizzano i testi che hanno letto. Seguono anche conferenze di ex migranti che in Italia hanno trovato una nuova casa. E di nuovo riflettono, guidati da prof che, forse sì o forse no, li guidano delicatamente e onestamente nel percorso difficile che porta a farsi un'idea. O li indottrinano? Non lo so. O meglio: temo di conoscere la risposta ma evito di indottrinare a mia volta, e allora faccio domande, cerco di capire come vanno le cose a scuola senza sembrare ossessiva, e, se ne ravviso la necessità, faccio altre domande stimolando una riflessione diversa che bilanci, questo almeno è il mio scopo, quanto fatto a scuola.

Oggi mio figlio cambia argomento, li portano a teatro. A vedere cosa? "Addio mia bella addio", letture e canti della prima guerra mondiale.

Ma poveri bambini! Poi la prof di francese si stupisce che a Tommaso manchi la "leggerezza un po' scema tipica dei tredicenni"! 

Sono stanca, tanto. E cupa, il mio colore è il grigio.

PS: magari, una volta riavuta dallo choc continuo che mi causano le notizie, scriverò qualcosa, per ora ho solo voglia di silenzio e leggerezza

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