Oggi, in DIECI MINUTI, ho fatto questo
Ovviamente è mooolto lontano dall'essere bello o anche solo decoroso ma non avevo mai predo in mano un pennello e sono molto orgogliosa di me!
La società che non viene illuminata dai pensatori, finisce ingannata dai ciarlatani - de Condorcet
27 febbraio 2014
21 febbraio 2014
Giochiamo un po': è venerdì!
Copio da dueperdiciassette: oggi ho voglia di giocare!
Che ora è: 16:53
Nome: Floriana (ok, giù la maschera!)
Compleanno: 21.12.1967
Segno zodiacale: sagittario
Professione: ex ingegnere a caccia di nuove ispirazioni
Di dove sei? un puntolino fra Milano Piacenza e Pavia
Altezza: 165
Peso: non lo dirò mai
Capelli: ricci e castani
Occhi: marroni
Tatuaggi: no
Piercing: ho i buchi alle orecchie, ma non è uguale, vero?
Sei innamorato/a? sì e sposata felicemente
Storia d’amore più lunga: l'ultima
Ti piaci interiormente? potrei essere migliore
Hai già amato al punto di piangere per qualcuno? claro que si
Hai mai fatto un incidente con la macchina? sì, tre: il primo dodici minuti dopo aver ritirato l'auto nuova dal concessionario (un tizio sbadato mi ha tamponata e ho pure rotto l'orecchino), il secondo una sbadata a Milano mi ha centrato la portiera, il terzo un frontale fortunatamente senza grosse conseguenze (però guidava mio marito: vale lo stesso?)
Hai mai avuto una frattura? no, però fatture tante (ihihih va be', chiedo venia)
Pepsi o coca-cola? nessuna delle due: chinotto for ever
Ti fidi dei tuoi amici? sì, poche amiche ma davvero buone
Colore preferito per l'intimo? anni fa avrei detto nero, oggi chi lo sa...
Misura di scarpe: 37
Numero preferito: 2
Tipo di musica preferita? classica, soprattutto barocca, un po' di jazz, un po' di blues e r&b, ogni tanto un po' di rock
Doccia o bagno? doccia
Carne o pesce? carne o pesce purchè buoni
Dolce o salato? dolce. Anzi, il cioccolato fondente
Cosa odi? l'ignoranza, la cattiveria, l'intolleranza, la prepotenza... continuo?
Come ti vedi nel futuro? bella domanda; una di riserva?
Da chi hai ricevuto questa mail? copiata da dueperdiciassette
Quale dei tuoi amici vive più lontano? i miei amici vivono qui vicino, alcune amiche dei tempi dell'università vivono oltreoceano, una a Portland e una in Canada.
Chi sarà il + rapido a rispondere secondo te? Chiara?!
Il più lento? il più lento è chi non risponderà mai.
Cosa cambieresti nella tua vita? un paio di scelte professionali
Sei felice? a volte
Proverbio preferito? non amo i proverbi
Libro preferito? leggo tanto, ho tanti libri preferiti: li scelgo in base all'umore. Il preferito di oggi può essere pessimo domani.
Di cosa hai paura? che possa accadere qualcosa di serio ai miei figli o a mio marito
La prima cosa a cui pensi quando ti svegli? ho sonno
Film preferito? vedi il discorso sul libro preferito
Se potessi essere qualcun altro chi saresti? una scienziata, di quelle che fanno ricerca e poi vincono il nobel per la chimica
Cosa c'è appeso al muro della tua camera? tre acquerelli comprati in piazza Navona
Cosa c'è sotto il tuo letto? una delle due chitarre di mio figlio, quella che non usa
Posto dove ti piacerebbe andare? Copenhagen, il Canada, i fiordi norvegesi... ma qualunque posto in giro per il mondo andrebbe benissimo
Pensi che qualcuno risponderà a questa mail? sì
E chi sei sicuro risponderà? Chiara?!? non mi rifiuta mai un commento (grazie Chiara!)
Di chi vorresti leggere la risposta? chiunque abbia qualcosa di sincero da dire
Profumo preferito? erba tagliata, l'aria frizzante della montagna, quando sa di neve...
Sport preferito? Praticati? mi piace nuotare, camminare in montagna e andare dove non arriva nessuno, andare in bicicletta e, ultimamente, correre
Timido o estroverso? ex-timida, di solito parlo poco. Solo con alcune persone mi lascio andare e allora posso diventare logorroica
Soprannomi? che io sappia nessuno
A che ora vai a letto di solito? stramazzo attorno alle 22:30
Una cosa che ci tieni a dire di te. mi piace la birra E il vino... pare che sia una bestemmia apprezzarli tutti e due e invece è vero!
Come passi il weekend: spesa, qualche bucato, compiti, ..., banalità. Solo ogni tanto ci inventiamo qualcosa
A che ora ceni di solito: fra le 20:00 e le 21:00, mai prima, talvolta dopo.
Cosa guardi in TV: tg, alcuni programmi sciacquacervello su real time, un bel film quando c'è... poco altro.
Cosa vuoi dire alla gente che leggerà questa mail? voilà! Io mi sono divertita un buon quarto d'ora, a voi la penna!
20 febbraio 2014
Ed eccoci qua!
Mumble mumble mumble... alla fine ci siamo, siamo in dirittura di arrivo e già si intravede quello che succederà. Da una settimana o giù di lì RP, decenne, non è più la bambina spensierata e sorridente che è sempre stata: snobba i negozi di giocattoli per immergersi garrula e giuliva nell'atmosfera profumata di Lush dando fondo alle sue finanze in lucidalabbra e gel da doccia, alla mattina l'operazione di scelta dei vestiti diventa via via più impegnativa (oggi si è addirittura cambiata: la prima versione non era di suo gradimento!) e con la spazzola in mano sceglie se farsi le trecce o i codini. Un po' meno coccolosa, oggi in piscina all'apparire di un giovanotto in rayban e giubbotto, si è fiondata nello spogliatoio delle ragazze senza salutare... nuotano nella stessa corsia e, no, farsi vedere mentre si saluta con un bacio la mamma non va bene!
Mi sembra tanto presto... a dieci anni è la mia bambina, la preadolescenza DEVE essere ancora lontana ma una vocina mi dice che non posso decidere io. SOB...
10 febbraio 2014
... e sono 13!
Non saranno stati perfetti, in certi momenti abbiamo anche litigato. Ci sono stati momenti di stanchezza nei quali forse abbiamo parlato troppo poco, forse dando per scontate cose che in realtà tanto ovvie non dovevano essere, visti gli esiti. Però li abbiamo sempre superati, gli esiti.
Abbiamo passato insieme momenti davvero belli e abbiamo costruito tanto. A volte forse vorrei potermi appoggiare un po' di più ma tu non sei tipo da sopportare le lagne, giusto? Quindi mi riassesto e cammino. Ci vuole un po' di tempo, a volte.
Auguri a noi, dunque, e cento di questi giorni ;-)
23 gennaio 2014
Raccolgo una sfida (o era un suggerimento?)
Sono passati 9 mesi da quando ho fatto questo giochino per laprima volta e la mia vita è cambiata, forse non poco: lo rifaccio, chissà che un'autoanalisi mi chiarisca le idee!
Devo superare difficoltà di due tipi:
1) NON devo dire come mi piacerebbe essere ma come ritengo di essere
2) NON devo dire cosa mi piace... sarà dura parlando di libri o musica!
Pronti, partenza, via!
Nota: fra parentesi le risposte vecchie. Se non ci sono parentesi significa che non ritengo di cambiare la risposta.
Se fossi un animale, (rottweiler? di me non ha paura neppure un bambino!) sarei un uccello migratore: se ne va ma si porta dietro la sua famiglia e comunque poi torna.
Se fossi un numero, sarei il due, anzi: uno di due.
Se fossi un colore, (lavanda) sarei il grigio.
Se fossi uno sport, sarei un giro in bici: non è un vero sport, lo so, ma mette di buon umore e porta lontano, ma anche no.
Se fossi una materia scolastica, (letteratura) sarei filosofia: mi affanno a cercare risposte a domande che o non hanno risposte oppure devono essere spiegate da altre materie tipo, che so, la fisica o la biologia..
Se
fossi un mestiere, sarei un fabbro vecchio stile, di quelli con
l'incudine e il martello in mano: come batto il ferro io non lo batte
nessuno, posso diventare una vera "scassaOO". Scusate il francesismo;-)
Se fossi un luogo, sarei (un prato in alta montagna) una stanza col camino: c'è gente che in me trova rifugio e conforto ma io brucio di inquietudine.
Se
fossi un periodo storico, sarei l'illuminismo: ha provato a dare un calcio ben assestato alle supestizioni e ai pregiudizi. Questo non è del tutto sbagliato, soprattutto se si considera che dall'illuminismo è poi esplosa la rivoluzione francese.
Se
fossi un genere musicale, sarei... (non lo so: faccio fatica a
prescindere dalle cose che mi piacciono! Ok, tanto per dire qualcosa
dico un concerto per violino e pianoforte che non è un genere ma...) Ecco torna sempre questa storia del violino: io davvero suono meglio in compagnia, due è il mio numero preferito, da sola non so stare, mi ripiego, mi annichilisco. Quante virgole ho messo in una riga???
Se fossi un film, sarei ("C'è posta per te") Chocolat: inquieta e desiderosa di pace. E che taglio di capelli spettacolare!!!
Se fossi un cartone animato sarei ("Ribelle - the brave" o "La bella e la bestia" o forse mi piacerebbe esserlo) La bella addormentata nel bosco: aspetto che qualcuno, possibilmente principe e di bell'aspetto, mi risvegli.
Se fossi una lettera, sarei una "F": nasce incompiuta e con un
equilibrio un po' precario, per via di quell'ultimo trattino che manca. Chiara rassegnati: ora più che mai sono F!
Se fossi un oggetto, sarei una giostra: giro, giro e faccio chilometri ma non mi sposto di un passo.
Se
fossi un giorno della settimana, temo che sarei la domenica, per essere
più precisa sarei la domenica sera: quando ha la sensazione che tutto
il bello della settimana sia passato. Confermo ma aggiungo che la speranza in una nuova domenica non mi abbandona. Ecco: inquieta sì, disperata no.
Se
fossi un mese, sarei settembre: sai che basta un temporale e tutto cambia.
Se fossi un indumento, sarei (un abito da sposa): stavo per dire un cappotto, perchè protegge e nasconde ma sarebbe completamente sbagliato: io non proteggo nè nascondo, io ho bisogno di sentirmi protetta e nascosta, come la biancheria intima.
Se fossi una pietra, sarei (un'acquamarina) vorrei confermare l'acquamarina ma temo di no. Direi piuttosto il lapislazzulo: opaco ma con qualche pagliuzza dorata che in fondo gli da vita.
Se fossi un libro, sarei ("L'eleganza del riccio") sarei uno di quei romanzo ottocenteschi: verbosi, involuti, di quelli che per raccontare una cosa che richiede tre righe impiegano tre pagine.
Se
fossi una canzone, sarei "The show must go on": non sempre mi sento dello spirito adatto ma ho dimostrato di saperlo fare. Questo lo lascio perchè mi sia di incoraggiamento
Se
fossi un cibo, sarei una pizza: tonda e golosa.
Se fossi una bevanda, sarei un (tè) non andrò tanto lontano, sarei un caffè: secondo me mi scorre nelle vene! E poi, diciamolo senza paura, il caffè sarà anche buono ma in dosi contenute!
Se fossi uno strumento musicale sarei un violino: da sola... mah, ma in duetto diventa celestiale. Ecco, magari celestiale no ma comunque confermo il violino
Se fossi un profumo, sarei (l'odore di legna bruciata)... mah, non lo so. Spero non l'odore di 5B dopo 5 ore di lezione ;-)
Se fossi un frutto sarei (un'arancia) un caco: buono solo se perfettamente maturo e perfettamente maturo solo pochi giorni in un anno.
Se fossi un gelato, sarei limone: astringente, non eccedere nel consumo.
Se fossi una Festa, sarei il Natale: perché è carico di calore, speranza
e senso della famiglia. Confermo il Natale, anche per lo stress che porta con se.
Se fossi una nazione, sarei l'Italia: vedo bene qual è la strada da
prendere ma poi, un po' per paura e un po' per pigrizia, non la seguo.
Se
fossi una lingua, sarei (l'italiano) non mi ero sforzata. Provo con il tedesco: qualcuno lo trova piacevole, a me sembra un'accozzaglia di consonanti cacofoniche.
Se fossi un fiore, sarei una violetta, quelle piccole che nascono spontanee nei prati: timide.
Se fossi un gioiello, sarei un orologio: ha un'utilità umile anche quando si traveste da gioiello.
Se fossi un personaggio delle fiabe, sarei Pinocchio: lui ci prova, ma la perfezione non è cosa facile. A parte il discorso sulla menzogna (è vero: sono una persona sincera), io mi sento davvero così.
Se fossi uno dei Sette Nani, sarei Cucciolo: perennemente a caccia di coccole e di qualcuno che si prenda cura di me.
Se fossi un sentimento, sarei (l'amore per i bambini) sarei lo smarrimento: non so se è un sentimento, probabilmente è solo una sensazione.
18 dicembre 2013
Fragilità
Prendo spunto da una conversazione con un'amica, durante una pausa caffè solitamente più rilassante.
Forse, avendo figli ancora bambini, non sono nella posizione per esprimere opinioni fondate, probabilmente non avendo ancora dovuto affrontare gli abissi di un'adolescenza difficile, non posso capire, però posso riflettere...
Ai miei tempi (non ho 90 anni ma sembra un'altra epoca) i prof avevano ragione, se prendevo un 4 era solo perchè non avevo studiato (e al 4 seguiva SEMPRE un rimbrotto, seguito dall'ovvio obbligo di recuperare immediatamente l'insufficienza), non mi veniva neppure in mente di allagare la scuola e il sabato sera guardavo la tv in casa, seduta accanto a mio papà che teneva saldamente in mano il telecomando, altro che discoteca fino alle 2...
Io probabilmente non faccio molto testo: ero piuttosto imbranata, ma non mi sentivo poi così diversa dal nutrito gruppo di imbranate dalle quali ero circondata.
Ora vedo ragazzini vivere situazioni a dir poco contraddittorie: da una parte vengono messi a loro disposizione strumenti (cellulari, accessi in rete, ...) e tempi fuori casa che forse non sanno ancora gestire con responsabilità (la libertà senza responsabilità è solo anarchia), dall'altra vengono sollevati dalle responsabilità anche quando sono correttamente di loro esclusiva competenza: il 4 in latino di cui sopra è colpa della verifica troppo difficile o di una prof troppo severa non di un pomeriggio passato su fb anzichè sul libro! Sento mamme sostenere con convinzione che una certa scuola non va bene perchè "c'è troppo da studiare e lui/lei deve anche poter vivere". Ora: se una scuola è difficile perchè lui/lei non ci arriva allora è meglio pensare ad una scuola più adatta ma se il problema è che lo studio necessario porta via tempo ai pomeriggi di shopping, ecco, forse allora andrebbe rivista la scaletta delle priorità. Perchè come si può insegnare che un buon risultato segue sempre l'impegno se non permettendo ai ragazzi di mettersi in gioco, di impegnarsi e portare a casa il risultato? E non è solo questione di risultato ma anche, e forse soprattutto, l'iniezione di autostima che ne deriva: impagabile!
L'amica di stamattina ha problemi che vanno oltre l'autostima, l'assunzione di responsabilità e i 4 in latino e non mi permetto di confrontare le situazioni. Però una domanda me la pongo, da mamma di bambini ormai prossimi alla preadolescenza: non sarà che avevano ragione i miei genitori? La teoria educativa di mio papà poteva essere sintetizzata nel motto "te sè un fieul sta da fieul" (scusate il dialetto!) che può essere tradotto con un "sei un ragazzo comportati da ragazzo". Ai ragazzi questa limitazione andava stretta ma il limite si allargava di giorno in giorno, adeguandosi alla crescita. Non ho goduto di troppa libertà da ragazzina, mi mandava in bestia vedere mio fratello (più piccolo ma maschio) vivere meno controllato, certe scelte non sono più condivisibili ma lasciare vivere allo stato brado persone che non sono ancora pronte è senz'altro peggio.
La figlia di un'altra amica, bambina di 5 elementare, ha visitato un paio di scuole medie con noi poi ha scelto la più piccola perchè si sente "più contenuta e protetta". Ecco, forse anche gli adolescenti hanno bisogni di sentirsi contenuti e protetti e contemporaneamente hanno bisogno di lamentarsene.
Forse, avendo figli ancora bambini, non sono nella posizione per esprimere opinioni fondate, probabilmente non avendo ancora dovuto affrontare gli abissi di un'adolescenza difficile, non posso capire, però posso riflettere...
Ai miei tempi (non ho 90 anni ma sembra un'altra epoca) i prof avevano ragione, se prendevo un 4 era solo perchè non avevo studiato (e al 4 seguiva SEMPRE un rimbrotto, seguito dall'ovvio obbligo di recuperare immediatamente l'insufficienza), non mi veniva neppure in mente di allagare la scuola e il sabato sera guardavo la tv in casa, seduta accanto a mio papà che teneva saldamente in mano il telecomando, altro che discoteca fino alle 2...
Io probabilmente non faccio molto testo: ero piuttosto imbranata, ma non mi sentivo poi così diversa dal nutrito gruppo di imbranate dalle quali ero circondata.
Ora vedo ragazzini vivere situazioni a dir poco contraddittorie: da una parte vengono messi a loro disposizione strumenti (cellulari, accessi in rete, ...) e tempi fuori casa che forse non sanno ancora gestire con responsabilità (la libertà senza responsabilità è solo anarchia), dall'altra vengono sollevati dalle responsabilità anche quando sono correttamente di loro esclusiva competenza: il 4 in latino di cui sopra è colpa della verifica troppo difficile o di una prof troppo severa non di un pomeriggio passato su fb anzichè sul libro! Sento mamme sostenere con convinzione che una certa scuola non va bene perchè "c'è troppo da studiare e lui/lei deve anche poter vivere". Ora: se una scuola è difficile perchè lui/lei non ci arriva allora è meglio pensare ad una scuola più adatta ma se il problema è che lo studio necessario porta via tempo ai pomeriggi di shopping, ecco, forse allora andrebbe rivista la scaletta delle priorità. Perchè come si può insegnare che un buon risultato segue sempre l'impegno se non permettendo ai ragazzi di mettersi in gioco, di impegnarsi e portare a casa il risultato? E non è solo questione di risultato ma anche, e forse soprattutto, l'iniezione di autostima che ne deriva: impagabile!
L'amica di stamattina ha problemi che vanno oltre l'autostima, l'assunzione di responsabilità e i 4 in latino e non mi permetto di confrontare le situazioni. Però una domanda me la pongo, da mamma di bambini ormai prossimi alla preadolescenza: non sarà che avevano ragione i miei genitori? La teoria educativa di mio papà poteva essere sintetizzata nel motto "te sè un fieul sta da fieul" (scusate il dialetto!) che può essere tradotto con un "sei un ragazzo comportati da ragazzo". Ai ragazzi questa limitazione andava stretta ma il limite si allargava di giorno in giorno, adeguandosi alla crescita. Non ho goduto di troppa libertà da ragazzina, mi mandava in bestia vedere mio fratello (più piccolo ma maschio) vivere meno controllato, certe scelte non sono più condivisibili ma lasciare vivere allo stato brado persone che non sono ancora pronte è senz'altro peggio.
La figlia di un'altra amica, bambina di 5 elementare, ha visitato un paio di scuole medie con noi poi ha scelto la più piccola perchè si sente "più contenuta e protetta". Ecco, forse anche gli adolescenti hanno bisogni di sentirsi contenuti e protetti e contemporaneamente hanno bisogno di lamentarsene.
19 novembre 2013
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