13 luglio 2022

Facciamo un po' di matematica

Se gli stranieri, che sono l'8.7% della popolazione residente in italia (qui) sono responsabili del 27% delle violenze di genere (e qui), come può la giornalista Chiara Severgnini affermare che "...il dato... mette in discussione lo stereotipo diffuso che vede il frnomeno della violenza maschile sulle donne ridotto a retaggio di universi culturali situati nell'"altrove" dei paesi extraeuropei"?
Inoltre, qual è la percentuale di donne straniere abusate che si presentano ai centri antiviolenza e quante, invece, non denunciano?
È vero che tre quarti delle violenze denunciate sono ad opera di uomini italiani (nascere donna è rischioso anche in Italia), ma la matematica è matematica.

Prendiamoli pure in giro

 Ok, ci sta: loro ci chiedono come possiamo sopravvivere al clima inglese e poi, appena arriva un po' di estate vera, proclamano lo stato di emergenza nazionale (qui)

Però, a voler essere onesti, le case inglesi sono così.


Casa mia, lato est-sud est (sole dall'alba -4:30- fino alle 2pm, più o meno)


Casa mia, lato sud (sole dall'1 pm al tramonto -attorno alle 10:00 pm)...

...praticamente una serra.

Le case inglesi, l'85% delle quali ha più di 30 anni (fonte), sono progettate per far entrare la maggior quantità di luce e di calore possibile, perché questa è l'esigenza per 49 settimane all'anno. Quando le temperature estive sono nella media, con massime che dalle mie parti raramente superano i 25 gradi, queste grandi vetrate completamente prive di sistemi di oscuramento (non solo persiane o tapparelle, ma neppure tende interne, per non parlare poi delle tende da sole, queste sconosciute!) fanno il loro lavoro e lo fanno bene. Ma quando leggo che a Londra la prossima settimana sono previsti 38 gradi (trentotto gradi!!!), immagino gli ospedali in allerta e i centri commerciali presi d'assalto per sfruttare i loro impianti di aria condizionata.
A questo si aggiunga che loro proprio non sanno come comportarsi per difendersi dal caldo. Poveri...

Immagino gli africani, abituati a ben altre temperature, dire di noi ciò che noi diciamo degli inglesi!



12 luglio 2022

Parole


Amo i libri che parlano di libri e, ancor più, i libri che parlano di parole. Mi affascina l'etimologia così come l'evoluzione del loro significato al passare del tempo e al cambiare della società. In particolare mi stupisco ogni volta che scopro una parola intraducibile in italiano: è il segno di quanto un'idea, trascurabile per noi o addirittura inesistente, sia tanto importante per altri da dedicarle una parola tutta sua. 

Le più belle?

La parola giapponese Komorebi indica l'effetto della luce del sole quando filtra fra i rami e le foglie, oppure la tedesca Fernweh descrive la nostalgia per un luogo nel quale non siamo mai stati, che non è la voglia di viaggiare, pare essere uno stato emotivo più che un desiderio. La russa Toska indica un'irrequietezza della quale non si comprende l'origine, mentre un'altra giapponese, Tsundoku, descrive l'abitudine di comprare libri senza riuscire a leggerli tutti, per il piacere di accumularli, forse, o nella speranza un giorno di avere tempo. Un atto di fede, se vogliamo!


03 luglio 2022

Il lato positivo

Avendo avuto una carica virale tale che la famigerata lineetta rossa è comparsa prima che le due goccine di soluzione toccassero la finestrella col reagente, ho deciso di andare a dormire "di là", per proteggere da contagio certo mio marito,  che "il covid non esiste e se esiste è solo un'influenza" finché non l'ho preso io.
Il lato positivo? Beh, da "di là" non lo sentivo russare! Che pace... mai dormito così bene!!

25 giugno 2022

Io sono antiabortista...

Perché nel mio Paese nessuna donna viene discriminata sul lavoro perchè in età fertile, o perchè incinta o perchè madre, e perchè nessun uomo si sogna di alzare un dito su una donna senza che lei sia d'accordo. Perchè non esistono pregiudizi sulla contraccezione che, anzi, è libera e gratuita per tutti. Perchè l'educazione sessuale e l'attenzione alla salute riproduttiva consentono scelte ragionate e consapevoli. Per non esistono gravidanze fra le teenager. Perchè ogni ostacolo di natura economica e organizzativa viene rimosso da leggi dello stato puntuali e adeguatamente finanziate. Perchè le famiglie dei disabili sono assistite da una straordinaria rete di servizi ben organizzate e con personale ben formato e ben pagato, altro che volontari!
Nel mio Paese, Utopia è il suo nome, l'aborto è illegale perché qui nessuna gravidanza è potenzialmente un disastro.

10 giugno 2022

09 giugno 2022

Ma come ci conosce bene l'algoritmo!



Talmente bene che stamattina LinkedIn mi propone la lettura di una cosetta, tutta uno sbrodolamento di buone emozioni e ottimismo, sul passaggio da una vita vissuta "nelle scarpe di un altro" (cito...) e quella vera, guidata dalle passioni proprie dell'autore. Il fatto che le scarpe nelle quali suddetto autore (del quale non ricordo il nome, motivo per cui non posso linkare alcunché) ha camminato per decenni siano quelle del padre, convinto che A) l'ingegneria e B) l'imprenditoria siano l'unica strada, aggiunge dettagli interessanti ma non essenziali al mio discorso. 

Per chi mi conosce, la mia sensazione di aver vissuto per anni una vita scelta da altri non è certo una novità; vedere però che qualcuno riesce a smarcarsi (a 50 anni, altro dettaglio interessante!) da un destino che sembrava segnato, se da un lato dà speranza, dall'altro invece mi mette di fronte (se mai ce ne fosse ancora bisogno) alle mie responsabilità. 

Io avrei solo voluto essere brava. Non "la più brava", mi sarei accontentata di una bravura normale. Ma la bravura richiede impegno e dedizione, se non addirittura passione. E tempo, perché non si diventa bravi per caso né all'improvviso. E qui sta il punto: per anni ho camminato nelle scarpe di un altro, con impegno e dedizione anche se senza un solo briciolo di passione, poi però sono successe cose e quello che avevo mi è scivolato fra le dita (diciamo così, che è meglio). Ho provato un'altra professione, che non mi dispiaceva, ma sono partita prima di fare un'esperienza significativa. Ho riprovato una terza volta, ma non sembra funzionare.

Ho l'esperienza di una ventenne, l'energia di una cinquantenne, un entusiasmo inquinato di pessimismo e una grave forma di timidezza in peggioramento: non una grande combinazione, ammettiamolo.

C'è chi sostiene che ognuno di noi ha un talento, e che un pesce non può essere giudicato dalla sua abilità di arrampicarsi su un albero... io temo di non aver (ancora?) trovato il mio lago.

Sempre che esista.

PS: Il padre nelle scarpe del quale ha camminato lo sconosciuto autore del raccontino postato su LinkedIn è deceduto, ed è stato questo evento (per sua stessa ammissione) la chiave del suo cambiamento. Mio padre, per mia e nostra fortuna, gode di una salute di ferro, e non farei cambio!