...e sì, sono ancora viva.
Due notizie nei giorni scorsi hanno catturato la mia attenzione. Sia la prima che la seconda riguardano la bocciatura di studenti che non hanno raggiunto il numero di presenze minime legali perché l'anno scolastico possa essere ritenuto valido, o viceversa, la promozione in base a criteri di "umanità".
Nel primo caso si parla di una ragazzina gravemente malata, in coma da 18 mesi, nel secondo caso delle vittime dell'incendio di Cras-Montana: bocciati gli studenti svizzeri e promossi quelli italiani.
Chi non frequenta ma studia, avendo la possibilità di far valutare, tramite esami o verifiche concordate, le conoscenze acquisite lavorando individualmente, ovviamente può richiedere che le assenza vengano valutate sulla base delle ragioni individuali che hanno reso impossibile la frequenza. Penso a ragazzi malati o disabili, a chi vive isolato, agli sportivi professionisti...
Ma per chi non ha potuto non solo frequentare ma neppure studiare? Perché esigerne la promozione? È "umano" promuovere per compassione chi da capodanno è rimasto inchiodato in un letto di ospedale, dovendosi concentrare sulla sua guarigione e non su Platone e lo studio di funzione e si ritrova poi a settembre, seduto sì in aula coi suoi amici di sempre, ma nell'impossibilità di seguire le lezioni? Non li si obbliga a dover rincorrere 6 mesi di scuola, magari in mezzo a strascichi fatti di riabilitazioni e fisioterapie e sedute con lo psicologo?
La bocciatura non è una punizione, o almeno non dovrebbe esserlo. È un modo per garantire a ciascuno il tempo necessario per raggiungere gli obiettivi della scuola, obiettivi che sono sì di crescita umana ma anche di contenuti. Si vive anche senza Platone, per carità, ma privarli della possibilità di studiare quello che avevano scelto di sapere, questo sì che è disumano.
riflessioni razionalmente corrette le tue, che però emotivamente non condivido. Penso che per chi giace in un letto d'ospedale la (immeritata) promozione possa essere una piccola spinta verso la guarigione ("non tutto è perduto, posso ancora rientrare nel mondo)
RispondiEliminamassimolegnani
Le immeritate promozioni sono falsamente compassionevoli: saranno tutte da pagare il prossimo anno.
Eliminaio non l'ho interpretato come un gesto di mera compassione fine a se stessa.
RispondiEliminami piace pensare (magari sbagliando) che sia un passo del percorso riabilitativo di questi ragazzi, che immagino stiano comunque ricominciando a seguire un programma che consenta- compatibilmente con le loro possibilità fisiche e psicologiche- di recuperare qualcosa. mi piace pensare che le scuole abbiano concordato con le famiglie un percorso di studi anche per i prossimi mesi, che aiuti a colmare in qualche modo e in qualche misura le inevitabili lacune. rientrare in una classe conosciuta, con gli amici di sempre e gli insegnanti di sempre, può essere una tappa importante per la loro guarigione.
se poi capiranno di non essere i massimi esperti su Platone, ci sarà certamente qualcuno che li aiuterà a rimettersi in pari o quasi.
mi dispiace, ma gli svizzeri in questa vicenda non mi sembrano da imitare sotto nessun profilo.
Tanti "mi piace pensare" e "immagino"... Magari hai ragione tu. Magari invece verranno abbandonati alle loro famiglie.
Eliminasui giornali avevano scritto di didattica a distanza e percorsi di rientro personalizzati in accordo fra scuole e famiglie.
Eliminase serva a qualcosa e cosa faranno per il futuro, chi lo sa.
Io ho imparato il latino a suon di bocciature! 😇
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