16 febbraio 2016

Ho imparato altre tre cose... un periodo fecondo!


Ho imparato che, quando si parla con chi sta affrontando una difficoltà, suggerire una possibile soluzione o anche soltanto un tentativo è difficile e pericoloso. Il più delle volte si suggeriscono strade che l'interlocutore ha già individuato e scartato, quando non addirittura già inutilmente percorse. "Se fosse così facile -mi ha detto una volta una mia cugina- non credi che avrei già risolto il mio problema?"
Ho imparato anche che ciò che è naturale o facile per me può essere incredibilmente difficile per altri: ognuno ha la sua storia, eventi passati hanno costruito le più varie personalità seguendo percorsi spesso difficili da rintracciare. E' credibile che una delusione, un'incomprensione, una distrazione di oggi possa causare danni che saranno evidenti fra trent'anni? E' incredibile, eppure a volte succede.
Ho imparato che a volte è più efficace limitarsi ad ascoltare, perchè il mio interlocutore, parlando e sentendosi ascoltato, chiarisca a sè stesso i suoi pensieri e trovi, se c'è, la strada giusta per lui, strada che magari è diversissima da tutti i saggi suggerimenti che potrei dare io sulla base delle mie esperienze e della mia testa. Parlare a volte è difficile, confidarsi e mettersi a nudo, per alcuni è una vera impresa. Commentare con continui "ma perchè non fai così, non capisco perchè non fai cosà", oltre a ridurre al silenzio chi già sta faticando a parlare, rischia di farlo sentire giudicato e incapace.

Ecco, forse la lezione di oggi non sarà granchè, ma meglio di niente. O no?

3 commenti:

  1. Cara Flo, sono passato per augurarti una buona giornata.
    Tomaso

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  2. Senz'altro meglio di niente. Ne trarrò preziosi insegnamenti

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    1. Non è detto che ciò che è prezioso per me debba essere utile a te. Ognuno ha il suo modo di affrontare le cose

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