Bella statua, mi piace. Oltretutto molto più solidamente rassicurante dell'ultima opera (pare) banksyana, che peraltro rappresenta come meglio non si potrebbe la realtà attuale: https://www.ilpost.it/flashes/banksy-ha-messo-una-statua-nel-centro-di-londra/
Io invece trovo assai più adeguata e convincente, rispetto a qualsiasi monolite apparentemente simbolico di solidità ma destinato a schiantarsi nella sua interezza a causa di eventi spesso imprevedibili, questa sovrapposizione di sassi con la loro auspicabile e fortunata possibilità di adattarsi, attraverso spostamenti più o meno percettibili, alle circostanze e alle necessità, diciamo al manifestarsi di ogni ipotetico o forse inevitabile e in fondo salutare mutamento. Il tutto forse non è poi tanto lontano dal prezioso concetto di Aglaé del tuo post successivo, i sassi potendo essere in qualche modo equiparati a dei muscoli, mutevoli nel loro stato ma auspicabilmente tali da garantire la solidità della costruzione (= di noi stessi). C'è comunque qualcosa che mi affascina, a livello estetico, da questa creazione lapidea.
Bella statua, mi piace. Oltretutto molto più solidamente rassicurante dell'ultima opera (pare) banksyana, che peraltro rappresenta come meglio non si potrebbe la realtà attuale:
RispondiEliminahttps://www.ilpost.it/flashes/banksy-ha-messo-una-statua-nel-centro-di-londra/
Pensa che invece per me questi sassi rappresentano l'instabilità, la precarietà...
EliminaIo invece trovo assai più adeguata e convincente, rispetto a qualsiasi monolite apparentemente simbolico di solidità ma destinato a schiantarsi nella sua interezza a causa di eventi spesso imprevedibili, questa sovrapposizione di sassi con la loro auspicabile e fortunata possibilità di adattarsi, attraverso spostamenti più o meno percettibili, alle circostanze e alle necessità, diciamo al manifestarsi di ogni ipotetico o forse inevitabile e in fondo salutare mutamento.
EliminaIl tutto forse non è poi tanto lontano dal prezioso concetto di Aglaé del tuo post successivo, i sassi potendo essere in qualche modo equiparati a dei muscoli, mutevoli nel loro stato ma auspicabilmente tali da garantire la solidità della costruzione (= di noi stessi).
C'è comunque qualcosa che mi affascina, a livello estetico, da questa creazione lapidea.